EUR/USD sotto pressione mentre il dollaro rallenta e il mercato scommette su banche centrali divergenti
Una settimana di svolte per il cambio EUR/USD
Il cambio EUR/USD ha chiuso la settimana intorno a 1,1615, segnando un modesto rialzo dello 0,32% rispetto al giorno precedente. Sebbene il movimento non sia stato eclatante, la dinamica sottostante racconta una storia di incertezza e di ricalibrazione delle aspettative da parte degli operatori sul mercato valutario. Il dollaro ha mostrato segni di indebolimento generale, mentre l’euro ha beneficiato di una prospettiva più chiara sulla politica monetaria europea, in un contesto globale segnato da tensioni sui tassi e da un sorprendente rafforzamento dello yen giapponese.
Il dollaro rallenta: Fed più prudente e preoccupazioni fiscali
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha visto ridursi le probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi a settembre, scese a circa il 50% dopo le dichiarazioni del governatore Christopher Waller il 3 settembre. Waller ha indicato che, se i dati sull’inflazione confermeranno un rallentamento delle pressioni sui prezzi, la Fed potrebbe decidere di mantenere i tassi invariati al prossimo FOMC del 15-16 settembre. Questa posizione più cauta ha contrastato il tono più aggressivo espresso dal presidente della Fed, Kevin Warsh, solo pochi giorni prima a Jackson Hole, generando volatilità e dubbi sul percorso futuro della politica monetaria americana.
In aggiunta, le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti, alimentate dall’espansione dei riacquisti di titoli del Tesoro, hanno contribuito a una percezione di debolezza strutturale del dollaro. Questo ha pesato sul sentiment degli investitori, che hanno iniziato a scontare un dollaro meno dominante, influenzando anche il cambio EUR/USD.
L’euro si rafforza in vista del rialzo BCE
Sul fronte europeo, la Banca Centrale Europea è attesa a un rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione del 10 settembre, portando il tasso sui depositi al 2,50%. Secondo un sondaggio Reuters pubblicato il 3 settembre, questo dovrebbe essere l’ultimo aumento in una campagna di stretta monetaria tra le più brevi degli ultimi 15 anni. Gli economisti non prevedono infatti che l’aumento dei prezzi dell’energia si traduca in pressioni inflazionistiche più ampie.
L’inflazione annua nell’area euro è stimata in crescita al 3,3% ad agosto, rispetto al 2,9% di luglio, mentre l’economia europea ha mostrato una resilienza superiore alle attese con un +0,4% di crescita del PIL nel secondo trimestre. Questi dati supportano la prospettiva di un’Europa che mantiene un ritmo di crescita moderato ma stabile, rafforzando la posizione dell’euro nei confronti del dollaro.
Yen inaspettatamente forte: la Bank of Japan cambia tono
La sorpresa più significativa della settimana è stata il forte apprezzamento dello yen giapponese, con il cambio USD/JPY che è crollato del 2,25% il 3 settembre, toccando livelli che non si vedevano da tempo. Questo movimento è stato innescato da dichiarazioni hawkish del membro del consiglio della Bank of Japan, Hajime Takata, il 2 settembre, che ha aperto alla possibilità di rialzi consecutivi dei tassi, un segnale di un possibile inasprimento monetario più rapido del previsto.
Il governatore Kazuo Ueda ha rafforzato queste aspettative, suggerendo un rialzo già nella riunione di settembre, citando rischi al rialzo per i prezzi. Il mercato ha così rapidamente rivalutato le probabilità di un cambio di politica da parte della BOJ, spingendo lo yen a guadagnare terreno in modo repentino e impattando indirettamente anche sul cambio EUR/USD, dato il ruolo del dollaro come valuta di riferimento globale.
Implicazioni per il commercio e i flussi di capitale
Il cambio EUR/USD a 1,1615 riflette un equilibrio delicato tra un euro sostenuto da una BCE ancora in fase di rialzo e un dollaro frenato da incertezze interne e segnali di pausa nella stretta monetaria. Questo ha conseguenze concrete per le imprese europee e americane: un euro più forte rende le esportazioni europee verso gli Stati Uniti leggermente meno competitive, mentre favorisce le importazioni di beni statunitensi, influenzando i costi per i consumatori e le catene di approvvigionamento.
Inoltre, la volatilità sui cambi può influire sui flussi di capitale, con investitori che potrebbero spostare risorse verso valute percepite come più stabili o con rendimenti più interessanti. Il rafforzamento dello yen, ad esempio, potrebbe ridurre l’attrattiva del dollaro come valuta rifugio, alterando dinamiche di portafoglio e strategie di copertura.
Tabella riepilogativa FX: principali movimenti e livelli (dati al 3 settembre 2026)
| Valuta | Quota | Variazione % (ult. giorno) | Segnale |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1615 | +0,32% | Pressione rialzista moderata |
| USD/JPY | 156,01 | -2,25% | Forte apprezzamento yen |
| GBP/USD | 1,3497 | +0,10% | Stabilità relativa |
| USD/CAD | 1,3792 | -0,95% | Debolezza dollaro |
| AUD/USD | 0,71933 | +0,64% | Rialzo modesto |
Cosa monitorare la prossima settimana
L’attenzione degli operatori si sposterà sui dati chiave in arrivo, a partire dal rapporto sull’occupazione statunitense di agosto, in uscita oggi, 4 settembre. Questo dato sarà cruciale per capire la tenuta del mercato del lavoro e le pressioni salariali, elementi fondamentali per le decisioni della Fed.
Inoltre, la riunione della BCE del 9-10 settembre sarà un momento decisivo per confermare le attese di un ultimo rialzo e per valutare le indicazioni sulla futura politica monetaria europea. Infine, il rapporto sull’inflazione USA di agosto, previsto per l’11 settembre, completerà il quadro macro, influenzando le aspettative sui tassi Fed e, di riflesso, il cambio EUR/USD.
Conclusioni
Il cambio EUR/USD riflette oggi un mercato valutario in fase di ridefinizione, con un dollaro meno dominante e un euro sostenuto da una BCE più decisa. Il sorprendente rafforzamento dello yen ha aggiunto un elemento di volatilità, sottolineando come le banche centrali rimangano il principale driver per i cambi. Per chi opera nel forex o segue i mercati finanziari, è fondamentale monitorare da vicino le prossime decisioni di politica monetaria e i dati macro, che potrebbero rapidamente modificare il quadro e influenzare costi di importazione, export e flussi di capitale.
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FAQ
1. Perché il dollaro si è indebolito questa settimana contro l’euro? Il dollaro ha perso terreno a causa di dati economici più deboli e di dichiarazioni più prudenti da parte di alcuni membri della Federal Reserve, che hanno ridotto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi nel breve termine.
2. Qual è l’impatto del rafforzamento dello yen sul cambio EUR/USD? Il forte apprezzamento dello yen ha ridotto la domanda di dollari come valuta rifugio, contribuendo a indebolire il dollaro complessivamente e favorendo quindi un leggero rafforzamento dell’euro contro il dollaro.
3. Cosa ci si aspetta dalla riunione BCE del 10 settembre? È previsto un rialzo dei tassi di 25 punti base, che dovrebbe essere l’ultimo della campagna di inasprimento attuale, con la BCE che adotterà un approccio più cauto in futuro.
4. Quali dati economici saranno cruciali la prossima settimana per EUR/USD? Il rapporto sull’occupazione USA del 4 settembre e il dato sull’inflazione USA dell’11 settembre saranno fondamentali per definire le aspettative sulla politica monetaria della Fed e quindi influenzare il cambio EUR/USD.
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Fonti: BigGo Finance, Investing.com, Reuters, MarketPulse, PBS News, dati Frankfurter Daily.
Fonti
- Yen Surges to Low-155 Range Against Dollar on BOJ Consecutive Rate Hike Speculation and Fed Hold Signals - BigGo Finance
- Yen rallies sharply as markets raise bets on Bank of Japan rate hikes - Investing.com
- Chart alert: USD/JPY major bearish reversal below 200-day MA - MarketPulse
- USD/JPY forecast: Yen strength puts 155.00 in focus | FOREX.com Singapore - City Index
- USDJPY price forecast and analysis for today, 3 September 2026 - RoboForex
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