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Settimana decisiva per i Fed Funds: l’inflazione di giugno e il futuro dei tassi Usa

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La settimana che può cambiare il corso dei tassi Fed

Oggi, 13 luglio 2026, i riflettori dei mercati sono puntati sull’imminente rilascio dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) Usa relativo a giugno, previsto per domani, **martedì 14 luglio 2026**. Questo dato rappresenta il termometro principale dell’inflazione americana, che a sua volta condiziona le decisioni della Federal Reserve in vista della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 28-29 luglio.

Con il tasso Fed funds attualmente fissato tra il **3,50% e il 3,75%**, la pubblicazione del CPI di giugno potrebbe spostare il sentiment degli investitori e influenzare le aspettative su un possibile rialzo dei tassi. Attualmente il mercato attribuisce una probabilità del **25-30%** a un aumento del costo del denaro nella prossima riunione. A completare il quadro di martedì, il presidente della Fed, Jerome Warsh, terrà una testimonianza, e diverse grandi banche statunitensi pubblicheranno i loro utili del secondo trimestre.

Perché il CPI di giugno è così importante?

Il CPI di maggio ha mostrato un aumento mensile dello **0,5%** e un tasso annuo del **4,2%**, segnalando una pressione inflazionistica ancora significativa. Per giugno, le previsioni indicano un leggero calo mensile dello **0,1%** e un rallentamento del core CPI a **+2,9%** su base annua e **0,3%** su base mensile. Tuttavia, la situazione resta fluida, soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente che hanno fatto schizzare i prezzi del petrolio e, di conseguenza, i costi energetici. Il **crollo del cessate il fuoco tra Usa e Iran l'8 luglio 2026** ha riacceso le aspettative inflazionistiche attraverso l'aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari.

Questi fattori esterni, uniti a un’inflazione ancora sopra l’obiettivo della Fed, mantengono alta l’attenzione sul possibile prolungamento di una politica monetaria restrittiva, il cosiddetto "higher-for-longer". **J.P. Morgan** ha recentemente sottolineato (il 9 luglio 2026) che la pressione inflazionistica globale, alimentata anche da shock di offerta derivanti dal conflitto in Medio Oriente, potrebbe spingere l'inflazione core PCE (l’indicatore preferito dalla Fed) al **3,4%** entro fine anno, prevedendo che il FOMC manterrà il target dei Fed funds invariato per il resto del 2026.

Il contesto occupazionale e l’incertezza sul percorso dei tassi

Un elemento che tempera però le aspettative di un rialzo aggressivo è il rapporto sull’occupazione di giugno, uscito all’inizio del mese con un incremento di soli **57.000 posti di lavoro**, ben al di sotto delle attese di **110.000**. Questo rallentamento nella creazione di nuovi impieghi suggerisce un mercato del lavoro meno solido e potrebbe limitare la capacità della Fed di aumentare ulteriormente i tassi senza rischiare un rallentamento economico troppo marcato. Il tasso di disoccupazione a giugno si è attestato al **4,2%**.

**Michael Gregory di BMO Economics** ha espresso la convinzione (il 9 luglio 2026) che la Fed manterrà i tassi invariati a luglio e probabilmente per gran parte del 2027, data la persistenza dell’inflazione ma anche la necessità di non soffocare la crescita. Questa prospettiva si allinea con una contro-narrativa che suggerisce che, nonostante le preoccupazioni inflazionistiche, i dati deludenti sull'occupazione potrebbero frenare l'aggressività della Fed.

Altri dati chiave e impatti sui mercati

Oltre al CPI, questa settimana vedrà l’uscita di altri dati rilevanti: l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di giugno, previsto per **mercoledì 15 luglio**, con una previsione di aumento dello **0,6%** (rispetto all'1,1% precedente). Seguiranno le vendite al dettaglio di giugno, attese per **giovedì 16 luglio**, con una stima di aumento dello **0,2%** dopo il balzo dello 0,9% di maggio. Infine, **venerdì 17 luglio**, saranno pubblicati i dati su Housing Starts e Building Permits di giugno, la Produzione Industriale di giugno e l'indagine preliminare sulla fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan per luglio. Questi indicatori offriranno ulteriori dettagli sull’andamento dei prezzi e sulla spesa dei consumatori, fattori fondamentali per valutare la tenuta della domanda interna.

Parallelamente, il settore bancario Usa inaugura la stagione degli utili del secondo trimestre con i report di **JPMorgan, Wells Fargo e Citigroup** (tutti martedì 14 luglio), che potrebbero influenzare il sentiment di rischio sui mercati azionari. Risultati positivi potrebbero migliorare il sentiment di rischio, mentre mancate aspettative potrebbero innescare vendite. Attualmente, i settori della tecnologia e dell'intelligenza artificiale stanno guidando la crescita dei profitti aziendali.

Reazioni attese su asset e valute

Un CPI più alto del previsto rafforzerebbe l’ipotesi di tassi più elevati a lungo termine, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari e il dollaro, considerato un rifugio in caso di politica monetaria restrittiva. Al contrario, dati più morbidi potrebbero indebolire il biglietto verde e favorire beni rifugio come l’oro, che ha recentemente recuperato sopra quota **4.100 dollari l’oncia** dopo una breve discesa sotto i **4.000 dollari** all'inizio di luglio, con il livello di 4.000 dollari che ora funge da supporto. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a sostenere la domanda di oro come bene rifugio.

Il settore crypto, sensibile alla liquidità e ai tassi di interesse, potrebbe beneficiare di un rallentamento della stretta monetaria, con dati di inflazione più morbidi che potrebbero essere di supporto. Al contrario, un outlook più aggressivo della Fed potrebbe pesare negativamente su Bitcoin ed Ethereum.

Tabella riepilogativa dei dati macro e implicazioni

IndicatoreUltima lettura (Maggio/Giugno 2026)Previsione Giugno 2026Implicazione per i tassi Fed
CPI (indice prezzi al consumo)+0,5% mese su mese (Maggio), 4,2% anno su anno (Maggio)-0,1% mese su mese, 2,9% core anno su annoInflazione più alta spinge verso rialzi
PPI (prezzi alla produzione)+1,1% mese su mese (Maggio)+0,6% mese su meseIndicatore di pressione inflazionistica a monte
Disoccupazione4,2% (Giugno)--Mercato del lavoro rallentato limita rialzi
Fed Funds Rate3,50%-3,75% (attuale)--Probabilità rialzo 25-30% a luglio
Vendite al Dettaglio+0,9% mese su mese (Maggio)+0,2% mese su meseFornisce un quadro della spesa dei consumatori

Il rischio geopolitico e l’effetto sulle aspettative

La recente rottura del cessate il fuoco tra Usa e Iran, avvenuta l’8 luglio 2026, ha riacceso le tensioni in Medio Oriente, con conseguente aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari. Questa dinamica alimenta le aspettative di inflazione e potrebbe spingere la Fed a mantenere una posizione più rigida, nonostante i segnali di rallentamento economico.

Gli analisti di **Allianz Research** e **Ludovic Subran** hanno evidenziato come questa instabilità possa rappresentare un fattore di rischio significativo per la stabilità dei prezzi e la politica monetaria nei prossimi mesi, contribuendo a uno shock dell'offerta globale.

Il punto di vista degli esperti Fed

Il presidente della Federal Reserve di New York, **John Williams**, e il presidente del FOMC, **Jerome Warsh**, testimonieranno questa settimana, offrendo spunti importanti sul pensiero della banca centrale. Le loro dichiarazioni saranno attentamente monitorate per cogliere segnali sulla direzione futura dei tassi.

Nonostante la pressione inflazionistica, alcuni funzionari Fed hanno espresso preoccupazione per l’impatto che la domanda crescente di input legati all’intelligenza artificiale potrebbe avere sui prezzi, aggiungendo un ulteriore elemento di complessità al quadro inflazionistico nel breve termine.

Come posizionarsi in vista del FOMC

Per gli investitori, la settimana che si apre è cruciale per definire le aspettative sul percorso dei tassi Fed. Un dato CPI più forte potrebbe consolidare la narrativa di un "higher-for-longer", con conseguente rafforzamento del dollaro e pressione sui mercati azionari e crypto. Al contrario, un CPI più debole potrebbe aprire la strada a una pausa nella stretta monetaria, sostenendo i mercati e i beni rifugio come l’oro.

Chi opera sui mercati valutari o obbligazionari dovrebbe monitorare con attenzione anche i dati di PPI, vendite al dettaglio e gli utili bancari, che contribuiranno a definire il quadro macroeconomico e la propensione al rischio.

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In sintesi

  • Il CPI Usa di giugno, in uscita il 14 luglio 2026, è il catalizzatore principale per le aspettative sui tassi Fed.
  • Il mercato sconta una probabilità moderata (25-30%) di rialzo dei tassi a fine luglio, condizionata dai dati inflazionistici e occupazionali.
  • Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare il crollo del cessate il fuoco USA-Iran, aumentano il rischio inflazionistico e complicano le decisioni della Fed.
  • Altri indicatori come PPI, vendite al dettaglio e utili bancari forniranno ulteriori segnali sullo stato dell’economia.
  • Il prossimo FOMC sarà un appuntamento chiave per definire la politica monetaria Usa e influenzare i mercati globali.

FAQ: Cosa sapere sui Fed Funds e l’inflazione di questa settimana

1. Perché il CPI di giugno è così importante per la Fed?

Il CPI misura l’andamento dei prezzi al consumo, un indicatore diretto dell’inflazione. La Fed lo usa per valutare se la pressione sui prezzi sta rallentando o accelerando, influenzando così le decisioni sui tassi di interesse. Le previsioni per giugno indicano un calo mensile dello 0,1% e un core CPI annuo del 2,9%, dati cruciali per la riunione FOMC di fine luglio.

2. Come può il rallentamento dell’occupazione influenzare la politica monetaria?

Un mercato del lavoro più debole, come evidenziato dall'incremento di soli 57.000 posti di lavoro a giugno e un tasso di disoccupazione del 4,2%, riduce il rischio di surriscaldamento economico. Questo potrebbe dare alla Fed margine per una politica meno aggressiva, limitando la capacità di aumentare ulteriormente i tassi senza rischiare un rallentamento economico troppo marcato.

3. Qual è l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sui Fed Funds?

Le tensioni, come il crollo del cessate il fuoco tra Usa e Iran l'8 luglio, aumentano i prezzi del petrolio e i costi energetici, alimentando l’inflazione. Ciò può spingere la Fed a mantenere o aumentare i tassi per contenere la pressione sui prezzi, nonostante i segnali di rallentamento economico.

4. Cosa aspettarsi dalla riunione FOMC di fine luglio?

Il FOMC potrebbe decidere di mantenere i tassi invariati (attualmente tra 3,50% e 3,75%), ma la decisione dipenderà dall’interpretazione dei dati inflazionistici e occupazionali. Attualmente, il mercato attribuisce una probabilità del 25-30% a un rialzo dei tassi, rendendo l'esito incerto e dipendente dai dati in uscita questa settimana.

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