Oro sotto pressione tra tensioni geopolitiche e rialzo dei tassi Usa: cosa aspettarsi ora
Prezzo dell’oro in lieve calo: cosa sta succedendo?
Il prezzo dell’oro ha mostrato una flessione contenuta negli ultimi due giorni, chiudendo oggi, 24 luglio 2026, a 4045,94 dollari l’oncia, in calo dello 0,0883% rispetto alla chiusura precedente. Questa dinamica riflette un contesto di mercato complesso, dominato da tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da un aumento delle pressioni inflazionistiche che stanno spingendo gli investitori a rivedere le loro aspettative sui tassi di interesse americani.
Geopolitica e petrolio: l’innesco della volatilità
Il detonatore principale di questa fase di volatilità è stato l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, in particolare gli attacchi delle forze Houthi contro petroliere saudite nel Mar Rosso. Questi eventi hanno fatto salire il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile, un livello che non si vedeva da tempo. L’aumento del costo del petrolio ha riacceso i timori di un’accelerazione dell’inflazione globale, un fattore che pesa negativamente sull’oro.
Il presidente Usa Donald Trump ha inoltre rilanciato minacce contro l’Iran, alimentando ulteriormente l’incertezza geopolitica e il nervosismo sui mercati energetici. Questo scenario ha rafforzato la percezione che la Federal Reserve possa adottare una politica monetaria più aggressiva per contenere l’inflazione, con conseguenti ripercussioni sul prezzo dell’oro.
Il ruolo del dollaro e dei rendimenti obbligazionari
In parallelo, il dollaro Usa si è rafforzato, con l’indice DXY che si è attestato intorno a 101,38 il 24 luglio, dopo aver toccato 101,4 il giorno precedente. Un dollaro più forte rende l’oro, quotato in valuta americana, meno conveniente per gli investitori esteri, riducendone la domanda.
Inoltre, i rendimenti dei Treasury a 10 anni sono saliti fino al 4,71%, il livello più alto da gennaio 2025. L’aumento dei rendimenti obbligazionari rappresenta un costo opportunità per chi investe in oro, che non paga interessi o dividendi. Jim Wyckoff, analista di American Gold Exchange, ha sottolineato come l’incremento dei rendimenti, alimentato dai timori inflazionistici legati al petrolio, sia un elemento negativo per i metalli preziosi.
Il mercato obbligazionario ha inoltre prezzato una possibile sorpresa nel prossimo meeting FOMC del 28-29 luglio, con un rialzo dei tassi che potrebbe essere più aggressivo del previsto. Il rendimento dei Treasury a 2 mesi è aumentato di 13 punti base, segnalando un’attesa di stretta monetaria più marcata.
La svolta cinese: fine del trading di oro cartaceo per i retail
Un cambiamento significativo è avvenuto in Cina, dove alcune delle maggiori banche, tra cui Industrial and Commercial Bank of China, Postal Savings Bank of China e Ping An Bank, hanno iniziato a sospendere il trading di oro cartaceo per i clienti retail a partire dal 24 luglio 2026. Questa mossa è interpretata come un tentativo di favorire la scoperta del prezzo reale nel mercato fisico dell’oro, riducendo la speculazione sul metallo giallo.
Questo passaggio potrebbe avere implicazioni importanti nel medio-lungo termine, spostando l’attenzione verso il possesso fisico dell’oro e potenzialmente sostenendo la domanda reale. Alcuni osservatori vedono in questa decisione un segnale di cambiamento strutturale nel mercato dell’oro, con un impatto positivo sulla sua valutazione futura.
Il contro-narrativo: la domanda fisica resiste e il lungo termine resta ottimista
Nonostante la pressione ribassista a breve termine, emergono segnali di interesse crescente per l’oro fisico. I premi su monete e lingotti restano solidi, indicando che gli investitori si stanno posizionando in vista della decisione della Federal Reserve di fine luglio.
Il miliardario John Paulson ha espresso un outlook rialzista di lungo termine, affermando che il rally pluriennale dell’oro è solo all’inizio. Secondo Paulson, la perdita di fiducia nelle valute cartacee, alimentata dalla domanda delle banche centrali e dalla necessità di coperture nel settore privato contro la svalutazione monetaria, sostiene una visione positiva per il metallo giallo.
Questa prospettiva è rafforzata anche dalla recente svolta cinese, che potrebbe favorire una maggiore trasparenza e una domanda più solida nel mercato fisico.
Tabella riepilogativa: snapshot del mercato oro al 24 luglio 2026
| Asset | Prezzo (USD/oncia) | Variazione % | Driver principale | Livello di rischio |
|---|---|---|---|---|
| Oro | 4045,94 | -0,0883% | Tensioni Medio Oriente, rialzo tassi Fed | Elevato (geopolitica + politica monetaria) |
Cosa guardare nelle prossime settimane
Il punto focale per il mercato dell’oro è il meeting della Federal Reserve del 28-29 luglio 2026. Un rialzo dei tassi più aggressivo del previsto potrebbe continuare a pesare sul prezzo dell’oro, mentre una pausa o un segnale più accomodante potrebbe offrire supporto al metallo prezioso.
In parallelo, l’evoluzione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il prezzo del petrolio rimangono variabili chiave da monitorare. Anche la risposta del mercato fisico, soprattutto in Cina, sarà un indicatore importante per valutare la sostenibilità della domanda reale di oro.
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FAQ
Perché il prezzo dell’oro è sceso nonostante le tensioni geopolitiche?
Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto il petrolio sopra i 100 dollari, aumentando i timori inflazionistici e quindi le aspettative di rialzi dei tassi Usa. Un dollaro più forte e rendimenti obbligazionari in aumento hanno ridotto l’attrattiva dell’oro, che non paga interessi.
Come influisce il rafforzamento del dollaro sull’oro?
Un dollaro più forte rende l’oro più costoso per gli investitori in altre valute, riducendo la domanda e quindi il prezzo del metallo.
Qual è l’impatto della decisione delle banche cinesi sul trading dell’oro?
La sospensione del trading di oro cartaceo per i clienti retail favorisce la scoperta del prezzo reale nel mercato fisico, potenzialmente rafforzando la domanda di oro fisico nel medio-lungo termine.
Perché gli investitori guardano con attenzione al meeting della Federal Reserve?
Il mercato attende indicazioni sulla politica monetaria: un rialzo dei tassi più aggressivo potrebbe deprimere l’oro, mentre segnali di rallentamento potrebbero sostenerlo.
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