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Oro sotto pressione: la Fed falco spinge i prezzi sotto quota 4.000 dollari, ma il lungo termine resta rialzista

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Oro sotto pressione: la Fed falco spinge i prezzi sotto quota 4.000 dollari

L'oro ha subito una significativa flessione questa settimana, scendendo sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari l'oncia intorno al 24-25 giugno 2026. Al 26 giugno 2026, il prezzo si è attestato a 4.015,69 dollari l'oncia, registrando un calo dello 0,27% rispetto alla chiusura precedente. Questa dinamica è stata principalmente innescata da un inatteso cambio di rotta della Federal Reserve, che ha rafforzato il dollaro USA e aumentato i rendimenti reali, rendendo meno attraente l'oro, un asset che non produce interessi.

La svolta "hawkish" della Federal Reserve

Il catalizzatore principale di questa discesa è stata la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 17 giugno. Contrariamente alle aspettative di tagli dei tassi che il mercato aveva scontato, nove dei diciotto membri del FOMC hanno indicato la possibilità di almeno un rialzo dei tassi entro la fine del 2026. Questa proiezione ha immediatamente spinto al rialzo i rendimenti reali e ha rafforzato il dollaro, aumentando il costo opportunità di detenere oro.

La Federal Reserve, focalizzata sul ripristino della propria credibilità nella lotta all'inflazione, ha creato un ambiente difficile per il metallo prezioso, come sottolineato dall'analista Tony Sycamore di IG. Un dollaro più forte rende l'oro più costoso per gli acquirenti che detengono altre valute, riducendo la domanda globale.

Inflazione e contesto macroeconomico

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I dati sull'inflazione Personal Consumption Expenditures (PCE) di maggio, pubblicati il 26 giugno 2026, hanno mostrato un aumento del 4,1% su base annua. Questo dato, in linea con le previsioni degli economisti e leggermente inferiore al dato mensile atteso, ha offerto un certo sollievo ai mercati. Tuttavia, non ha modificato sostanzialmente la percezione di una Fed ancora determinata a mantenere una politica monetaria restrittiva per contenere l'inflazione.

Altri fattori hanno contribuito alla pressione sull'oro: una recente vendita nel settore tecnologico ha spinto alcuni investitori a ridurre le posizioni in asset rischiosi, incluso l'oro. Anche il calo dei prezzi del petrolio, che si è allontanato dal premio di rischio legato a tensioni geopolitiche, ha ridotto la domanda di oro come copertura contro l'incertezza.

Prospettive degli analisti: tra opportunità e cautela

Nonostante la pressione a breve termine, il quadro per l'oro nel medio-lungo periodo rimane complesso e vede opinioni divergenti tra gli analisti.

Visione rialzista: un'opportunità di acquisto?

Molti esperti mantengono una visione costruttiva a lungo termine. UBS, ad esempio, prevede un recupero significativo, con l'oro che potrebbe raggiungere i 5.200 dollari l'oncia nei prossimi 12 mesi. La banca svizzera considera gli attuali livelli come un'opportunità di acquisto per gli investitori sottoponderati sull'asset. UBS si aspetta che la Fed mantenga i tassi elevati per tutto il 2026 e inizi a tagliarli solo nel 2027, in un contesto di dollaro strutturalmente forte ma con una domanda sostenuta da parte delle banche centrali.

Gli acquisti delle banche centrali rappresentano un supporto strutturale cruciale. La People's Bank of China ha aggiunto oro alle proprie riserve per 18 mesi consecutivi, mentre a livello globale le banche centrali hanno acquistato un netto di 244 tonnellate nel primo trimestre del 2026, secondo il World Gold Council. Questo costante accumulo di riserve auree fornisce un "pavimento" significativo alla domanda di oro.

Alcuni analisti, come Gareth Soloway di Verified Investing, vedono l'attuale correzione come un "sano scarico" che storicamente precede nuovi movimenti al rialzo, suggerendo una "opportunità di acquisto generazionale". Il caso rialzista strutturale a lungo termine per l'oro, guidato da fattori come la de-dollarizzazione e la frammentazione geopolitica, è considerato intatto nonostante la correzione attuale.

Visione cauta: possibili ulteriori ribassi

D'altra parte, alcuni esperti mettono in guardia da possibili ulteriori ribassi nel breve termine. Hamad Hussain di Capital Economics suggerisce che l'oro potrebbe scendere ulteriormente sotto i 4.000 dollari a causa di un "eccesso speculativo". Ole Hansen di Saxo Bank ha evidenziato come la rottura sotto i 4.000 dollari abbia indebolito il sentiment, richiedendo vendite da parte degli ETF e un indebolimento del dollaro per far tornare gli acquirenti.

Il contesto geopolitico e il ruolo del dollaro

Il recente allentamento delle tensioni geopolitiche e il calo dei prezzi del petrolio hanno ridotto la domanda di oro come bene rifugio. In passato, conflitti e crisi internazionali hanno spinto gli investitori verso l'oro, ma oggi la situazione appare meno incerta, almeno temporaneamente. Tuttavia, un'eventuale escalation di nuove crisi potrebbe rapidamente cambiare questo scenario.

Il rafforzamento del dollaro, invece, continua a rappresentare un freno per l'oro. Poiché il metallo è quotato in dollari, un biglietto verde più forte lo rende più costoso per chi detiene altre valute, riducendo la domanda globale. La Fed, mantenendo una politica monetaria restrittiva, sostiene il dollaro, complicando il recupero del metallo prezioso.

Tabella riepilogativa: snapshot del mercato oro al 26 giugno 2026

Asset Prezzo (USD/oncia) Variazione % Fattore principale Livello di rischio
Oro 4.015,69 -0,27% Fed hawkish, dollaro forte Medio-alto

Conclusioni: cosa aspettarsi e cosa monitorare

Il prezzo dell'oro è sotto pressione nel breve termine a causa di una Federal Reserve più falco e di un dollaro forte, ma il quadro complessivo non esclude una ripresa significativa nei prossimi mesi. Gli acquisti costanti delle banche centrali e le dinamiche strutturali legate a inflazione e geopolitica mantengono intatto il potenziale rialzista di lungo periodo.

Per gli investitori, la situazione attuale potrebbe rappresentare una finestra di ingresso interessante, soprattutto per chi guarda oltre le oscillazioni di breve. Tuttavia, è prudente monitorare da vicino le decisioni della Fed, i dati sull'inflazione e l'andamento del dollaro, che rimangono i driver chiave per il metallo prezioso.

Inoltre, la volatilità nei mercati azionari e i movimenti nei prezzi delle materie prime energetiche potrebbero influenzare la domanda di oro come bene rifugio. Un eventuale indebolimento del dollaro o un cambio di tono da parte della Fed potrebbero innescare un rimbalzo più deciso.

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FAQ - Domande frequenti sull'oro e il mercato attuale

1. Perché l’oro è sceso sotto i 4.000 dollari questa settimana?

Il calo è stato causato principalmente da un cambio di aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve, che ha indicato possibili rialzi dei tassi entro fine anno, rafforzando il dollaro e i rendimenti reali, fattori negativi per l’oro.

2. Come influisce il dato sull’inflazione PCE sul prezzo dell’oro?

I dati PCE in linea con le attese hanno fornito un po’ di sollievo, ma non hanno modificato la percezione di una Fed ancora hawkish. L’inflazione stabile ma elevata mantiene la pressione sui tassi e quindi sul prezzo dell’oro.

3. Qual è la visione degli analisti sul medio-lungo termine?

Molti analisti, come quelli di UBS, vedono un potenziale rialzo fino a 5.200 dollari l’oncia entro 12 mesi, grazie a fattori strutturali come la domanda delle banche centrali e una possibile inversione della politica monetaria nel 2027.

4. Quali fattori geopolitici influenzano l’oro oggi?

Il recente allentamento delle tensioni e il calo del petrolio hanno ridotto la domanda di oro come rifugio. Tuttavia, eventuali nuove crisi o escalation potrebbero rapidamente cambiare questo scenario.

5. Cosa può far riprendere il prezzo dell’oro nel breve termine?

Un indebolimento del dollaro, un cambio di tono della Fed verso una politica meno restrittiva, o un aumento delle tensioni geopolitiche potrebbero spingere l’oro a recuperare terreno rapidamente.

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