Oro sotto pressione: come le tensioni in Medio Oriente e la Fed stanno ridisegnando il mercato del metallo prezioso
Il calo dell'oro tra tensioni geopolitiche e aspettative Fed
Il prezzo dell'oro ha mostrato una leggera flessione tra il 10 e l'11 luglio 2026. Il 10 luglio, l'oro spot era scambiato a circa 4.104,30 dollari l'oncia, in calo dello 0,44%. Le quotazioni mondiali dell'oro si attestavano intorno ai 4.100,5 dollari l'oncia alle 5:00 del mattino dell'11 luglio, dopo un calo dello 0,6% nella sessione precedente. Il prezzo attuale di 4.111,42 dollari l'oncia, in calo dello 0,19% rispetto alla chiusura precedente, riflette una crescente pressione sul metallo prezioso, influenzata da due driver principali: l'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e le mutate aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.
Le recenti azioni militari statunitensi e le rappresaglie iraniane hanno interrotto il traffico nel fondamentale Stretto di Hormuz, provocando un aumento dei prezzi del petrolio. Questo rincaro energetico ha riacceso le preoccupazioni sull'inflazione globale, spingendo gli operatori di mercato a scontare una maggiore probabilità di un rialzo dei tassi Fed già a settembre 2026. Secondo il CME FedWatch, al 8 luglio la probabilità di un aumento dei tassi a settembre era salita al 69%.
Il rilascio dei verbali del FOMC di giugno, avvenuto l'8 luglio, ha evidenziato un dibattito interno alla Fed con posizioni contrastanti, ma con una crescente inclinazione verso un approccio più restrittivo. Parallelamente, i dati resilienti sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (215.000 il 9 luglio) hanno rafforzato l'idea di un mercato del lavoro ancora solido e di pressioni inflazionistiche persistenti.
Il contesto macro: dollaro forte e rendimenti reali in aumento
Questi sviluppi hanno alimentato un rafforzamento del dollaro americano e un aumento dei rendimenti reali, elementi che aumentano il costo opportunità di detenere asset non fruttiferi come l'oro. In un contesto di tassi in rialzo, gli investitori tendono a privilegiare strumenti con rendimento, riducendo l'appeal del metallo giallo come rifugio sicuro.
Il confronto con altri metalli preziosi mostra un tendenza simile: l'argento ha seguito la tendenza negativa, mentre platino e palladio hanno avuto movimenti più eterogenei. È importante sottolineare che il calo dell'oro è stato in gran parte guidato da fattori macroeconomici e dal rischio legato alle notizie geopolitiche, piuttosto che da una pressione diretta sul mercato fisico. Tuttavia, gli acquirenti fisici hanno assorbito parte delle vendite, contribuendo a contenere la discesa.
Revisioni delle previsioni e opinioni degli analisti
HSBC, il 10 luglio 2026, ha rivisto al ribasso la sua previsione media per il prezzo dell'oro nel 2026, portandola da 4.864 a 4.560 dollari l'oncia. La banca ha citato un cambiamento nelle aspettative di politica monetaria statunitense, divenute più restrittive, e un dollaro più forte come cause principali della pressione sul metallo. HSBC ha dichiarato che "le mutevoli percezioni della politica monetaria statunitense e l'impatto che ciò ha avuto sul dollaro sono tra le ragioni centrali dietro un'ulteriore liquidazione dell'oro e il calo dei prezzi".
Bart Melek, direttore della strategia sulle materie prime presso TD Securities, ha commentato il 11 luglio che "il sentimento di cautela domina il mercato mentre gli investitori rivedono le prospettive inflazionistiche in un contesto di recupero dei prezzi del petrolio". Rhona O'Connell, responsabile dell'analisi di mercato per EMEA e Asia di StoneX, ha osservato che il ruolo storico dell'oro come copertura contro l'inflazione è stato temporaneamente messo in secondo piano a favore della mitigazione del rischio, data l'incertezza legata al conflitto in Iran.
Il contro-narrativo: un orizzonte di lungo termine ancora favorevole
Nonostante le pressioni ribassiste a breve termine, una contro-narrativa suggerisce una prospettiva rialzista a lungo termine per l'oro. Bernstein, il 10 luglio, ha aumentato il suo target di prezzo di fine anno a 4.533 dollari l'oncia, anticipando che la de-dollarizzazione secolare e la domanda strutturale delle banche centrali domineranno la seconda metà del 2026.
Metals Focus, società di consulenza specializzata, ritiene più probabile che la Fed mantenga i tassi invariati per il resto dell'anno, tollerando un'inflazione sopra il target per evitare un rallentamento economico, scenario che supporterebbe l'oro. Anche J.P. Morgan Global Research prevede un aumento del prezzo dell'oro fino a 6.000 dollari l'oncia nel quarto trimestre del 2026, con un ulteriore rialzo verso 6.300 dollari entro fine 2027, pur riconoscendo un recente calo dell'interesse degli investitori.
A rafforzare ulteriormente la prospettiva di lungo termine, le banche centrali, tra cui quelle di Polonia e Cina, hanno continuato ad accumulare oro nei mesi di maggio e giugno 2026, fornendo un supporto ai prezzi e indicando una domanda istituzionale strutturale.
HSBC ha inoltre evidenziato che i rischi al ribasso potrebbero essere limitati, dato che il mercato ha già incorporato un dollaro più forte e tassi più elevati, mentre restano intatti fattori strutturali come i timori sul deficit fiscale globale.
Tabella riepilogativa: snapshot del mercato dell'oro
| Asset | Prezzo ($/oz) | Variazione % | Driver principale | Livello di rischio |
|---|---|---|---|---|
| Oro | 4.111,42 | -0,19% | Tensioni USA-Iran, aspettative Fed | Moderato-Alto |
Cosa osservare nei prossimi giorni
Gli investitori guardano ora con attenzione ai dati sull'inflazione statunitense di giugno, in uscita martedì 14 luglio 2026, che potranno confermare o ridimensionare le attese di un rialzo dei tassi Fed. Inoltre, la testimonianza del presidente della Fed, Kevin Warsh, prevista per la prossima settimana, sarà un momento chiave per comprendere l'orientamento della banca centrale.
Infine, la riunione del FOMC del 28-29 luglio rappresenta un appuntamento cruciale che potrebbe determinare la direzione del mercato dell'oro nel breve termine, in particolare in relazione alla politica monetaria e al contesto geopolitico.
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FAQ
Perché le tensioni in Medio Oriente influenzano il prezzo dell'oro?
Le tensioni, in particolare tra Stati Uniti e Iran, possono destabilizzare il mercato energetico, aumentando i prezzi del petrolio. Questo alimenta le preoccupazioni sull'inflazione globale e spinge gli investitori verso asset rifugio come l'oro, anche se in questo caso il rialzo dei tassi Fed ha limitato l'effetto positivo.
Come incidono le aspettative sui tassi della Federal Reserve sul prezzo dell'oro?
Un aumento dei tassi Fed rende più costoso detenere oro, che non produce rendimenti, rispetto ad asset a reddito fisso. Inoltre, un dollaro più forte, spesso associato a tassi più alti, tende a ridurre il prezzo dell'oro in valuta americana.
Qual è la differenza tra l'impatto sul mercato fisico e sui futures dell'oro?
Il mercato fisico riguarda la domanda reale di oro per gioielleria, investimenti e riserve, mentre i futures riflettono aspettative e speculazioni. Nel recente calo, la pressione è stata più sui futures per motivi macroeconomici, mentre la domanda fisica ha contribuito a contenere la discesa.
Quali eventi possono cambiare la direzione del prezzo dell'oro nel breve termine?
I dati sull'inflazione USA di giugno, la testimonianza del presidente Fed Kevin Warsh e la riunione FOMC di fine luglio sono eventi chiave da monitorare per capire se la Fed adotterà una linea più o meno aggressiva, influenzando così il prezzo dell'oro.
In conclusione, il mercato dell'oro sta attraversando una fase di volatilità guidata da fattori geopolitici e monetari. Gli investitori devono bilanciare le pressioni a breve termine con le prospettive strutturali di lungo periodo, tenendo d'occhio i prossimi dati macro e le mosse della Federal Reserve.
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