Il Fed Funds resta stabile ma i mercati scommettono su un rialzo a settembre: cosa cambia davvero?
Riepilogo Il FOMC ha confermato il tasso Fed Funds tra 3,50% e 3,75% il 29 luglio 2026, ma la reazione dei mercati questa settimana ha mostrato un netto aumento delle probabilità di un rialzo a settembre. Commenti hawkish di due presidenti regionali Fed e un robusto dato ISM manifatturiero hanno spinto i futures sui tassi a prezzare un aumento di 25 punti base con probabilità del 65%. I rendimenti dei Treasury a lungo termine sono saliti, mentre oro e azioni mostrano segnali di attesa. Il quadro resta però incerto, con la Fed che ha adottato un approccio meno guidato e dati sul lavoro che mostrano segnali di fragilità sotto la superficie.
Decisione Fed di luglio: tassi fermi ma dissensi in crescita
Il 29 luglio 2026 il Federal Open Market Committee ha mantenuto il tasso di riferimento Fed Funds nel range 3,50%-3,75%, confermando una pausa dopo una serie di rialzi. Tuttavia, tre membri del FOMC – Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan – hanno votato per un aumento di 25 punti base, segnalando tensioni crescenti all’interno della Fed.
Questa divisione riflette un dibattito interno sulla necessità di un inasprimento ulteriore per domare l’inflazione, che rimane sopra gli obiettivi, e sulla valutazione della solidità dell’economia americana.
Commenti hawkish e PMI manifatturiero: la svolta del 4 agosto
Il 4 agosto 2026 due presidenti regionali della Fed hanno espresso posizioni più aggressive. Anna Paulson, presidente della Fed di Philadelphia, ha dichiarato di mantenere una “mente aperta” verso possibili rialzi futuri, mentre Jeff Schmid della Fed di Kansas City ha sottolineato la necessità di una politica monetaria più restrittiva per abbassare un’inflazione giudicata ancora troppo alta.
Lo stesso giorno, l’ISM Manufacturing PMI di luglio è salito a 55,6, il livello più alto da maggio 2022, segnalando una forte espansione dell’attività manifatturiera, con ordini in crescita, aumento dell’occupazione nelle fabbriche e prezzi ancora elevati.
Questi fattori hanno spinto i futures sui tassi a prezzare con circa il 65% di probabilità un aumento di 25 punti base nel meeting Fed di settembre.
Reazioni cross-asset: tassi, dollaro, oro e azioni
I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono saliti di circa 10 punti base dopo la riunione di luglio, spinti soprattutto da aspettative di inflazione più elevate. Il rendimento a 30 anni ha raggiunto circa il 5,23%, il livello più alto dal 2007.
Il dollaro ha mostrato una certa forza, sostenuto dalle prospettive di tassi più alti, mentre l’oro ha consolidato intorno a 4.060 dollari l’oncia dopo un rally iniziale post-report sul lavoro di giugno. Le azioni, invece, hanno mostrato cautela, riflettendo l’incertezza sulle prossime mosse della Fed e sulle prospettive economiche.
La lettura dei dati macro: cosa stanno prezzando gli investitori?
Nonostante il tasso ufficiale Fed Funds sia fermo a 3,63% a luglio, i mercati stanno già scontando un possibile rialzo a settembre. Questo perché i dati economici, in particolare il PMI manifatturiero, indicano una crescita più robusta del previsto e una pressione inflazionistica ancora significativa.
Gli investitori stanno quindi rivedendo al rialzo le aspettative di politica monetaria, anticipando una Fed più aggressiva nel prossimo futuro, anche se il presidente Kevin Warsh ha adottato un approccio meno guidato, evitando previsioni esplicite.
Perché la prima impressione può ingannare
La comunicazione meno esplicita della Fed sotto Warsh ha creato un clima di maggiore incertezza. Secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, questa strategia è un “detox” per i mercati, che ora devono fare da soli l’analisi dei dati senza affidarsi a indicazioni precise.
Inoltre, nonostante il mercato del lavoro sembri stabile con un tasso di disoccupazione al 4,2% a giugno, alcuni economisti come Dan North di Allianz Trade segnalano “segni di cedimento e fragilità” sotto la superficie, con la crescita occupazionale concentrata in settori specifici e una diminuzione della partecipazione alla forza lavoro.
Questi elementi suggeriscono che i dati positivi come il PMI e il tasso di disoccupazione potrebbero non raccontare tutta la storia, e che la Fed potrebbe dover bilanciare con attenzione i rischi di un inasprimento eccessivo con quelli di un’inflazione ancora troppo alta.
Tabella: dati macro chiave e implicazioni di mercato
| Indicatore | Data | Valore | Implicazione |
|---|---|---|---|
| Fed Funds (target range) | 01 luglio 2026 | 3,50% - 3,75% | Tassi fermi, ma pressioni per rialzo |
| Fed Funds (valore effettivo) | 01 luglio 2026 | 3,63% | Riflette il range ufficiale |
| ISM Manufacturing PMI | luglio 2026 | 55,6 | Espansione robusta, pressione inflazionistica |
| Tasso di disoccupazione USA | giugno 2026 | 4,2% | Mercato del lavoro stabile ma con segnali di fragilità |
| Rendimento Treasury 10 anni | post-FOMC luglio 2026 | +10 pb | Aumento aspettative inflazione |
| Rendimento Treasury 30 anni | post-FOMC luglio 2026 | 5,23% | Massimo dal 2007, riflette incertezza |
Prossimi appuntamenti da monitorare
Il mercato attende con attenzione il report sull’occupazione di luglio, in uscita il 7 agosto 2026, che potrebbe fornire indicazioni più precise sulla salute del mercato del lavoro e sull’eventuale pressione salariale.
Il 12 agosto 2026 sarà invece pubblicato il CPI di luglio, un dato chiave per valutare l’andamento dell’inflazione e la necessità di ulteriori interventi restrittivi da parte della Fed.
Questi due appuntamenti saranno fondamentali per capire se la Fed manterrà la sua attuale posizione o se deciderà di procedere con un aumento dei tassi già a settembre.
Conclusioni
La decisione di fine luglio di mantenere i tassi fermi non ha placato le aspettative di mercato, che ora prezzano con crescente probabilità un rialzo a settembre. Il mix di dati robusti e commenti hawkish alimenta questa visione, ma la mancanza di guida esplicita da parte della Fed e i segnali contrastanti dal mercato del lavoro suggeriscono prudenza.
Gli investitori dovrebbero quindi prepararsi a una fase di volatilità e monitorare con attenzione i prossimi dati macro, che saranno decisivi per il percorso della politica monetaria americana.
Per chi cerca di confrontare piattaforme e costi per operare sui mercati in questo contesto incerto, broker come eToro offrono accesso a strumenti e spread competitivi.
FAQ
- Perché i mercati stanno scommettendo su un rialzo dei tassi a settembre nonostante la decisione di luglio?
- I commenti hawkish di alcuni presidenti Fed e il dato ISM manifatturiero superiore alle attese hanno rafforzato le aspettative di un inasprimento monetario per contenere l’inflazione ancora elevata.
- Come influisce il rendimento dei Treasury su queste aspettative?
- Il rialzo dei rendimenti a 10 e 30 anni riflette aspettative di inflazione più alte e una possibile stretta monetaria, influenzando i costi di finanziamento e la valutazione degli asset.
- Quali sono i rischi di una politica monetaria troppo restrittiva?
- Un inasprimento eccessivo potrebbe rallentare troppo l’economia, aumentando il rischio di recessione e di deterioramento del mercato del lavoro, che mostra già segnali di fragilità.
- Quali dati macro saranno più importanti nelle prossime settimane?
- Il report sull’occupazione di luglio il 7 agosto e il CPI di luglio il 12 agosto saranno fondamentali per valutare la direzione futura della politica monetaria Fed.
Related reading
For more context, read silver price.
For more context, read Perché i costi di viaggio volano nonostante l’inflazione più contenuta: la nuova realtà del turismo americano nel 2026.
Was this helpful?
0 found this helpful · 0 did not
Thanks for your feedback.
Disclaimer. This content is for informational and educational purposes only. It does not constitute financial advice, a recommendation, or an offer to buy or sell any security or digital asset. Past performance does not guarantee future results. Cryptocurrency investments are subject to high market risk and volatility.


