EURUSD in calo: il dollaro si rafforza tra tensioni geopolitiche e rincaro del petrolio
Il calo dell'EURUSD e il contesto macroeconomico
Il cambio EURUSD ha chiuso il 17 luglio 2026 a 1,1435, segnando un calo dello 0,2791% rispetto alla giornata precedente. Questo movimento riflette un rafforzamento del dollaro americano, che ha beneficiato di una combinazione di fattori geopolitici e macroeconomici. La tensione crescente tra Stati Uniti e Iran, con il conflitto che si riaccende nel Medio Oriente, ha spinto gli investitori verso il dollaro come bene rifugio, alimentando la domanda di valuta statunitense.
Parallelamente, il prezzo del petrolio Brent è tornato sopra gli 86 dollari al barile, con un incremento settimanale di circa il 14%. L'aumento del costo dell'energia ha complicato il quadro inflazionistico, mettendo pressione sia sulla Federal Reserve (Fed) che sulla Banca Centrale Europea (BCE) per mantenere una politica monetaria restrittiva. L'inasprimento delle tensioni nel Golfo Persico ha inoltre alimentato preoccupazioni per possibili interruzioni nelle forniture energetiche, incrementando il rischio di stagflazione.
Dati USA: inflazione più bassa ma segnali contrastanti
Il quadro macro statunitense ha mostrato segnali contrastanti. I dati sull'inflazione di giugno, pubblicati il 16 luglio, hanno evidenziato un rallentamento del tasso annuo del Consumer Price Index (CPI) al 3,5% dal 4,2% di maggio, mentre l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) ha registrato una diminuzione inattesa. Questi dati hanno inizialmente indotto i mercati a rivedere al ribasso le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed, causando un temporaneo indebolimento del dollaro.
Tuttavia, le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, il 14 luglio, hanno ribadito una linea dura contro l'inflazione persistente, sottolineando l'assenza di tolleranza verso pressioni inflazionistiche dure a morire. Inoltre, i dati sul mercato del lavoro sono risultati solidi, con richieste iniziali di sussidi di disoccupazione inferiori alle attese e un miglioramento del sentiment dei consumatori, salito a 54,4 a luglio, sopra le previsioni. Questi elementi hanno sostenuto il dollaro, mantenendo il rendimento dei Treasury a due anni sopra il limite superiore del 3,75% fissato dalla Fed, segnalando aspettative di ulteriori strette monetarie.
Euro in difficoltà: attesa per la BCE e pressioni inflazionistiche
Il cambio euro-dollaro ha faticato a recuperare terreno, rimanendo sotto la soglia di 1,1450. Il mercato sconta ormai un rialzo dei tassi da parte della BCE a settembre, seguito da un ulteriore aumento nella primavera del 2027. Tuttavia, le recenti dichiarazioni dei membri della BCE, come Piero Cipollone e Martin Kocher, hanno evidenziato un approccio prudente, rendendo improbabile un intervento già nella riunione di luglio.
La BCE dovrà fare i conti con il rialzo dei prezzi dell'energia, che rischia di riaccendere le pressioni inflazionistiche e di alimentare scenari di stagflazione nell'area euro. La prossima riunione della BCE, in programma la prossima settimana, sarà quindi cruciale per fornire indicazioni sulla traiettoria dei tassi e sulle prospettive di inflazione.
Contesto globale e impatto sugli investitori
Il clima di incertezza geopolitica ha influenzato anche altri mercati. L'indice S&P 500 ha registrato una flessione dell'1,6% in risposta alle tensioni USA-Iran e al rialzo dei prezzi energetici, con vendite concentrate in titoli tecnologici e legati all'intelligenza artificiale. In questo contesto, il dollaro si conferma un porto sicuro, mentre valute più rischiose come la sterlina e il dollaro australiano hanno subito perdite, rispettivamente dello 0,55% e dello 0,47% il 17 luglio.
Secondo Barclays, la ri-escalation del conflitto in Medio Oriente sta spingendo i prezzi dell'energia verso l'alto in un momento di scorte globali basse, aumentando i rischi di stagflazione e mantenendo elevate le incertezze sulle politiche monetarie di Fed e BCE. ING ha sottolineato che senza una chiara de-escalation del conflitto, il potenziale di apprezzamento dell'euro contro il dollaro rimane limitato.
Tabella riepilogativa EURUSD e principali valute - 17 luglio 2026
| Coppia | Prezzo | Variazione % | Fonte |
|---|---|---|---|
| EURUSD | 1,1435 | -0,2791% | Frankfurter Daily |
| GBPUSD | 1,3437 | -0,5477% | Frankfurter Daily |
| AUDUSD | 0,69751 | -0,4737% | Frankfurter Daily |
| USDJPY | 162,35 | +0,0925% | Frankfurter Daily |
| USDCAD | 1,4023 | -0,0143% | Frankfurter Daily |
Implicazioni per gli investitori e cosa monitorare
Per gli investitori, il calo dell'EURUSD segnala una fase di incertezza e volatilità, con il dollaro che beneficia della sua funzione di valuta rifugio in un contesto geopolitico teso e di rialzo dei prezzi energetici. La situazione suggerisce prudenza nell'assumere posizioni rialziste sull'euro fino a quando non si avranno segnali più chiari dalla BCE e una possibile de-escalation del conflitto in Medio Oriente.
Inoltre, la dinamica dei prezzi del petrolio e le prossime letture sull'inflazione USA saranno fattori chiave da seguire per valutare l'orientamento futuro della politica monetaria della Fed. La prossima riunione della BCE, prevista per la settimana prossima, rappresenta un appuntamento cruciale per capire se la banca centrale europea adotterà un approccio più aggressivo o manterrà la cautela.
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FAQ
- Perché il dollaro si è rafforzato nonostante dati sull'inflazione più morbidi?
- Il rafforzamento del dollaro è stato guidato dalla domanda di asset rifugio in risposta alle tensioni geopolitiche USA-Iran e dal rialzo dei prezzi del petrolio, che ha complicato le prospettive inflazionistiche e mantenuto alta l'attesa per ulteriori strette monetarie.
- Qual è la posizione della BCE rispetto ai tassi di interesse?
- La BCE mantiene un approccio prudente, con i mercati che scontano un rialzo dei tassi a settembre e un altro nella primavera del 2027, ma il rialzo di luglio appare improbabile secondo le recenti dichiarazioni dei membri del consiglio.
- Come influisce il conflitto USA-Iran sul cambio EURUSD?
- Il conflitto aumenta la domanda di dollari come valuta rifugio e spinge al rialzo i prezzi dell'energia, fattori che penalizzano l'euro e limitano il suo potenziale di apprezzamento contro il dollaro.
- Cosa aspettarsi dalla prossima riunione della Fed?
- La Fed ha ribadito una linea dura contro l'inflazione, quindi nonostante dati più morbidi, è probabile che mantenga una politica restrittiva finché l'inflazione non mostrerà segnali più chiari di discesa.
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