EURUSD in calo: il dollaro si rafforza tra rendimenti in rialzo e tensioni globali
Il cambio EURUSD ha registrato un calo il 24 luglio 2026, attestandosi a 1,1377, in un contesto di rafforzamento del dollaro statunitense. Questo movimento riflette una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici che stanno influenzando i mercati valutari globali.
Il dollaro ha beneficiato di un aumento dei rendimenti dei Treasury USA, con il decennale che ha raggiunto il 4,69% il 24 luglio. Questo rialzo è stato alimentato da dati economici americani solidi: gli indici flash PMI di luglio hanno mostrato un’espansione robusta, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono calate significativamente, segnalando una crescita economica sostenuta. Questi elementi hanno rafforzato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno, incrementando la domanda di dollari.
Parallelamente, il prezzo del petrolio Brent ha superato i 100 dollari al barile, spinto dalle crescenti tensioni in Medio Oriente. L’escalation del conflitto ha riacceso le preoccupazioni sull’inflazione globale, favorendo un atteggiamento di risk-off tra gli investitori. In questo scenario, il dollaro si è confermato come valuta rifugio, guadagnando terreno anche a discapito dell’euro.
Sul fronte europeo, l’Eurozona ha mostrato segnali di ripresa economica: il PMI composito flash di S&P Global è salito a 51,9, indicando una crescita dell’attività per la prima volta in quattro mesi. Tuttavia, questo miglioramento non è bastato a sostenere l’euro, che ha risentito delle incertezze legate all’inflazione elevata e alle tensioni geopolitiche. La Banca Centrale Europea (BCE), nella riunione del 23 luglio, ha mantenuto i tassi di interesse invariati, come ampiamente previsto, ma ha sottolineato un approccio dipendente dai dati, lasciando aperta la possibilità di un rialzo a settembre in risposta all’aumento dei prezzi energetici.
I rendimenti dei titoli di Stato europei, come il decennale tedesco, hanno mostrato un lieve calo, attestandosi al 3,1845% il 24 luglio, dopo aver toccato massimi pluriennali. Questo indebolimento riflette una leggera riduzione delle pressioni inflazionistiche in Europa, in parte dovuta al calo del prezzo del petrolio dai massimi raggiunti.
L’insieme di questi fattori ha creato un quadro complesso per il cambio EURUSD. Da un lato, la ripresa economica nell’Eurozona e le prospettive di un possibile rialzo dei tassi BCE potrebbero offrire supporto all’euro nel medio termine. Dall’altro, il rafforzamento del dollaro, sostenuto da dati economici solidi e da un contesto geopolitico incerto, mantiene la pressione al ribasso sul cambio.
Secondo MUFG Research, un prolungato shock energetico potrebbe spingere l’EURUSD a rompere decisamente al di sotto del range di trading 1,1400-1,1800, aumentando i rischi di ulteriori ribassi per l’euro. Questo scenario è reso più probabile dall’attuale escalation in Medio Oriente e dalle nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti a 60 partner commerciali, inclusa l’Unione Europea, che alimentano tensioni commerciali e incertezza economica.
In questo contesto, gli investitori dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi del petrolio e le dichiarazioni delle banche centrali, in particolare la BCE, che potrebbe decidere di intervenire sui tassi già a settembre se l’inflazione dovesse continuare a salire. Inoltre, la stabilità geopolitica rimane un fattore chiave: un’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe rafforzare ulteriormente il dollaro come bene rifugio, mentre un allentamento delle tensioni potrebbe favorire un recupero dell’euro.
| Coppia Valutaria | Prezzo (Bid/Ask) | Variazione % (24 luglio vs 23 luglio) | Segnale | |-----------------|-----------------|-------------------------------------|---------| | EURUSD | 1,1377 / 1,1377 | -0,13% | Ribasso | | GBPUSD | 1,3324 / 1,3324 | -0,21% | Ribasso | | USDJPY | 163,82 / 163,82 | +0,21% | Rialzo | | USDCAD | 1,4086 / 1,4086 | +0,08% | Rialzo | | AUDUSD | 0,69879 / 0,69879 | -0,07% | Ribasso |
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In conclusione, il cambio EURUSD resta sotto pressione nel breve termine, con il dollaro favorito da rendimenti in rialzo e fattori geopolitici. Tuttavia, segnali di ripresa economica nell’Eurozona e la possibilità di un intervento della BCE a settembre mantengono aperta la porta a un possibile recupero dell’euro. La volatilità potrebbe aumentare nelle prossime settimane, rendendo essenziale per gli investitori un monitoraggio costante delle dinamiche macro e geopolitiche.
FAQ
1. Perché il dollaro si è rafforzato contro l’euro il 24 luglio 2026? Il dollaro ha guadagnato terreno grazie all’aumento dei rendimenti dei Treasury USA, dati economici americani solidi e un aumento dei prezzi del petrolio che ha alimentato la domanda di valuta rifugio.
2. Quali sono i fattori che frenano l’euro nonostante la crescita del PMI nell’Eurozona? L’euro è penalizzato dall’alta inflazione, dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle incertezze legate ai prezzi energetici, che mettono a rischio la sostenibilità della ripresa economica.
3. Come potrebbe influire la BCE sulle prospettive dell’EURUSD? La BCE ha lasciato aperta la possibilità di un rialzo dei tassi a settembre, il che potrebbe sostenere l’euro se le condizioni economiche e l’inflazione lo giustificheranno.
4. Quali rischi geopolitici influenzano il cambio EURUSD attualmente? L’escalation del conflitto in Medio Oriente, in particolare le tensioni legate a Yemen e ai petroliere sauditi, aumenta l’incertezza sui mercati energetici e favorisce il dollaro come valuta rifugio.
Punto di osservazione
Il prossimo appuntamento chiave sarà la riunione BCE di settembre, dove la banca centrale potrebbe decidere un rialzo dei tassi. Inoltre, l’evoluzione dei prezzi del petrolio e la situazione geopolitica in Medio Oriente saranno determinanti per la direzione futura del cambio EURUSD.
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