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EURUSD in calo dopo il cambio di rotta hawkish della Fed: cosa aspettarsi per l’euro e il dollaro

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Il cambio EURUSD ha registrato un lieve calo il 22 giugno 2026, scendendo a 1,1456, in un contesto di crescente forza del dollaro statunitense. Questo movimento riflette una netta divergenza nelle politiche monetarie delle due principali banche centrali: la Federal Reserve (Fed) e la Banca Centrale Europea (BCE).

La Fed, pur avendo mantenuto i tassi invariati nella riunione del 17 giugno 2026, ha aggiornato il suo "dot plot" con una prospettiva più hawkish. Diversi membri del Federal Open Market Committee (FOMC) ora prevedono almeno un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno, accompagnato da una revisione al rialzo delle stime sull’inflazione. Questo ha spinto gli investitori a riprezzare le aspettative sui tassi d’interesse USA, rafforzando il dollaro.

Al contrario, la BCE ha adottato un approccio più prudente. Dopo aver aumentato il tasso sui depositi di 25 punti base l’11 giugno, la presidente Christine Lagarde ha dichiarato il 22 giugno che la politica monetaria rimane guidata dai dati e non mira esplicitamente al tasso neutrale. Lagarde ha inoltre escluso la necessità di misure più aggressive nel breve termine, sottolineando che l’inflazione dovrebbe tornare al target del 2% nel medio periodo.

Questa differenza di approccio ha creato un vento contrario per l’euro, che ha perso terreno contro il dollaro nonostante un miglioramento del sentimento dei consumatori nell’Eurozona, salito di 1,3 punti a -17,7 a giugno, ancora però sotto la media storica.

A rafforzare il dollaro hanno contribuito anche i dati macroeconomici statunitensi. L’inflazione al consumo di maggio è tornata a salire al 4,2% su base annua, trainata dal settore energetico, mentre l’inflazione core si è mantenuta stabile al 2,9%. Le vendite al dettaglio hanno superato le attese, crescendo dello 0,9% a maggio. Questi indicatori hanno confermato la solidità dell’economia USA e giustificato le attese di ulteriori rialzi dei tassi.

Sul fronte dei rendimenti, il Treasury USA a 30 anni ha raggiunto il 4,945% il 22 giugno, mentre quello a 10 anni si è attestato intorno al 4,51%, superando i corrispettivi europei. L’aumento dei rendimenti riflette la maggiore domanda di rendimento da parte degli investitori, rendendo più attraente detenere asset denominati in dollari.

Nel frattempo, i prezzi del petrolio sono calati a circa 75 dollari al barile dopo che Stati Uniti e Iran hanno firmato un memorandum d’intesa per sospendere il conflitto, con conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz e rimozione delle sanzioni sulle esportazioni iraniane. Sebbene un calo del prezzo del petrolio possa ridurre le pressioni inflazionistiche, l’effetto è stato ampiamente compensato dalla forza del dollaro e dalla politica monetaria restrittiva della Fed.

Le previsioni di mercato riflettono queste dinamiche. Danske Bank mantiene una view ribassista sull’EURUSD, con un target a 12 mesi fissato a 1,12, citando condizioni finanziarie più rigide che pesano sulla crescita europea. Bank of America ha adottato un tono ancora più hawkish, prevedendo un aumento complessivo dei tassi Fed di 75 punti base entro fine anno, con tre rialzi da 25 punti base previsti a settembre, ottobre e dicembre. L’economista di Bank of America Aditya Bhave ha sottolineato che "i dati richiedono rialzi", riferendosi ai recenti indicatori economici e alla nuova funzione di reazione della Fed.

Tuttavia, non mancano segnali tecnici che potrebbero suggerire un possibile rimbalzo dell’euro. Alcuni analisti individuano la formazione di un pattern di Double Bottom intorno all’area 1,14, con una chiusura giornaliera sopra 1,1400 che potrebbe attrarre acquisti e spingere il cambio verso livelli di resistenza a 1,1517, 1,1570 e potenzialmente 1,1620. Nonostante ciò, la forte divergenza di politica monetaria tra Fed e BCE resta un ostacolo significativo per l’euro.

Un evento da monitorare con attenzione è la pubblicazione del rapporto sul core PCE statunitense il 26 giugno 2026, considerato il principale indicatore di inflazione per la Fed. Un dato più forte del previsto potrebbe rafforzare ulteriormente il dollaro e allontanare le speranze di un allentamento della politica monetaria americana.

| Coppia FX | Prezzo (Bid/Ask) | Variazione % (settimanale) | Segnale | |----------|------------------|----------------------------|---------| | EURUSD | 1,1456 / 1,1456 | -0,096% | Ribassista | | GBPUSD | 1,3249 / 1,3249 | +0,121% | Rialzista | | USDJPY | 161,78 / 161,78 | +0,341% | Rialzista | | USDCAD | 1,4161 / 1,4161 | +0,064% | Rialzista | | AUDUSD | 0,70084 / 0,70084| -0,084% | Ribassista |

Per gli investitori e trader interessati al cambio EURUSD, è importante considerare la combinazione di fattori macroeconomici, politiche monetarie divergenti e dati tecnici. L’euro appare sotto pressione nel breve termine, ma la situazione resta dinamica e sensibile ai prossimi dati economici e alle dichiarazioni delle banche centrali.

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In sintesi, l’EURUSD oggi riflette una Fed più aggressiva e una BCE più cauta, con un dollaro che guadagna terreno grazie a dati economici solidi e rendimenti in crescita. La chiave per i prossimi mesi sarà seguire l’evoluzione delle politiche monetarie e i dati di inflazione, con un occhio alle possibili reazioni tecniche del cambio.

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FAQ

1. Perché l’EURUSD è sceso nonostante il rialzo dei tassi della BCE? La BCE ha aumentato i tassi di 25 punti base, ma ha adottato un approccio più prudente, senza indicare ulteriori rialzi imminenti. Nel frattempo, la Fed ha segnalato possibili aumenti dei tassi entro fine anno, rafforzando il dollaro e mettendo sotto pressione l’euro.

2. Qual è l’impatto dei rendimenti USA sull’EURUSD? L’aumento dei rendimenti dei Treasury USA rende gli asset in dollari più attraenti, spingendo gli investitori a preferire il dollaro rispetto all’euro, contribuendo al calo del cambio EURUSD.

3. Come influenzano i prezzi del petrolio il cambio EURUSD? Il calo del petrolio tende a ridurre le pressioni inflazionistiche, potenzialmente indebolendo il dollaro. Tuttavia, nel contesto attuale, la forza del dollaro dovuta alla politica Fed hawkish ha prevalso, limitando l’impatto del calo del petrolio.

4. Quali eventi monitorare per capire la direzione futura dell’EURUSD? Il rapporto sul core PCE USA del 26 giugno 2026 è cruciale per le aspettative di politica monetaria Fed. Inoltre, le dichiarazioni della BCE e i dati sulla fiducia e inflazione nell’Eurozona saranno fondamentali per valutare la tenuta dell’euro.

Per approfondire l’evoluzione del cambio, si può consultare anche l’analisi su EURUSD: L'Euro Tenta la Risalita tra Fed Falco e Dati Deboli, Cosa Aspettarsi?.

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