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EUR/USD rimbalza a 1,14: il dollaro arretra tra dati deludenti e segnali più soft della Fed

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Il cambio EUR/USD ha mostrato un rimbalzo rilevante il 26 giugno 2026, salendo dello 0,52% a 1,1401, dopo aver toccato nei giorni precedenti livelli minimi da mesi. Questo movimento rappresenta una pausa nella tendenza ribassista che aveva caratterizzato la coppia nelle ultime settimane, e riflette dinamiche macroeconomiche e di politica monetaria in evoluzione sia negli Stati Uniti sia nell’Eurozona.

Il dollaro USA perde terreno: dati deludenti e Fed più cauta

Il principale motore del rialzo dell’euro è stato il calo del dollaro, che ha subito una pressione significativa a seguito di alcune revisioni macroeconomiche e segnali più accomodanti da parte della Federal Reserve. Il dato sulla crescita della spesa dei consumatori statunitensi nel primo trimestre 2026 è stato rivisto al ribasso, passando dall’1,4% a un modesto 0,5%. Questo indica un rallentamento della domanda interna, un elemento che pesa sulle aspettative di una politica monetaria aggressiva da parte della Fed.

Parallelamente, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), considerato il principale indicatore di inflazione per la Fed, è risultato inferiore alle attese degli analisti. Questo ha contribuito a ridurre le pressioni inflazionistiche percepite e a raffreddare le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

A rafforzare questo atteggiamento più dovish ha contribuito anche il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, che ha espresso commenti meno aggressivi riguardo alla necessità di ulteriori strette monetarie. Questi segnali hanno spinto gli investitori a rivedere al ribasso le probabilità di nuovi rialzi dei tassi nel breve termine, indebolendo il dollaro.

L’Eurozona: inflazione in calo e costi energetici più contenuti

Sul fronte europeo, l’euro ha beneficiato di un miglioramento delle aspettative d’inflazione a breve termine. Secondo l’ultimo Consumer Expectations Survey della BCE, pubblicato il 26 giugno, le aspettative di inflazione nell’area euro a un anno sono scese al 3,5% a maggio, rispetto al 4,0% di aprile. Questo calo riduce la pressione sulla Banca Centrale Europea affinché mantenga una politica monetaria particolarmente restrittiva.

Inoltre, il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito ad alleviare i costi per l’Eurozona, un fattore chiave dato il ruolo dell’energia nei costi di produzione e inflazione. Il prezzo del Brent è sceso del 4,24% a 72,07 dollari al barile, riducendo ulteriormente le tensioni inflazionistiche.

Rendimenti obbligazionari e impatto sui flussi valutari

I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi hanno registrato un calo il 26 giugno, con il decennale che è sceso al 4,37% e il biennale al 4,08%. Questa riduzione ha ridotto il vantaggio di rendimento del dollaro rispetto ai titoli europei, rendendo meno appetibile la valuta americana per gli investitori in cerca di rendimento.

Anche i rendimenti dei titoli di Stato europei sono diminuiti, con il Bund decennale tedesco che ha toccato un minimo di 3,5 mesi a 2,85%. Questo ha contribuito a sostenere l’euro, che ha beneficiato di un contesto di minore pressione sui tassi e aspettative di inflazione più contenute.

Prospettive divergenti tra gli analisti

Nonostante il recente rimbalzo, le opinioni degli analisti restano divise riguardo alle prospettive del cambio EUR/USD per la seconda metà del 2026. UBS ha rivisto al ribasso la sua previsione per la fine dell’anno, portandola da 1,14 a 1,12, sottolineando che un dollaro più forte potrebbe dominare i mercati valutari globali nei prossimi mesi.

Al contrario, gli analisti di Nordea ritengono che il rally del dollaro possa essere temporaneo e prevedono un recupero dell’euro verso 1,16 entro fine anno e fino a 1,21 nel 2027, grazie a un’economia europea che dovrebbe beneficiare maggiormente del calo dei prezzi energetici e di una stabilizzazione dell’inflazione.

Tabella riepilogativa del cambio EUR/USD e principali movimenti

Coppia Prezzo (26/06/2026) Prezzo (25/06/2026) Variazione % Fonte
EUR/USD 1,1401 1,1342 +0,52% Frankfurter Daily
GBP/USD 1,3218 1,3160 +0,44% Frankfurter Daily
USD/JPY 161,65 161,85 -0,12% Frankfurter Daily

Cosa significa per gli investitori

Per chi opera sul forex, il recente rialzo dell’EUR/USD rappresenta un’opportunità di ribilanciamento dopo settimane di pressione ribassista. Il calo del dollaro, se confermato dai prossimi dati economici e dalle dichiarazioni della Fed, potrebbe proseguire, offrendo spazio a un ulteriore recupero dell’euro.

Tuttavia, la situazione resta fluida e soggetta a rischi. Un ritorno di dati economici più robusti negli Stati Uniti o un cambio di tono da parte della Fed potrebbe rapidamente invertire la tendenza. Inoltre, la persistente differenza nei tassi d’interesse tra USA ed Eurozona rimane un fattore chiave da monitorare.

Broker e accesso al mercato

Per chi desidera operare sul cambio EUR/USD, è importante scegliere piattaforme affidabili e con costi competitivi. Broker come eToro offrono accesso diretto al forex con spread contenuti e strumenti di analisi avanzati, facilitando le decisioni di trading in un mercato così dinamico.

Prossimi eventi da monitorare

Il prossimo appuntamento chiave sarà la pubblicazione dei dati sull’occupazione statunitense, che potrebbe fornire indicazioni decisive sull’orientamento futuro della Fed. Inoltre, eventuali aggiornamenti sull’inflazione nell’Eurozona e le decisioni di politica monetaria della BCE saranno cruciali per definire la traiettoria del cambio EUR/USD.

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FAQ

1. Perché il dollaro si è indebolito il 26 giugno 2026? Il dollaro è sceso a causa della revisione al ribasso della crescita della spesa dei consumatori USA e di un indice dei prezzi PCE inferiore alle attese, oltre a commenti più accomodanti della Federal Reserve.

2. Qual è l’impatto delle aspettative d’inflazione più basse nell’Eurozona sul cambio EUR/USD? Aspettative d’inflazione più basse riducono la pressione sulla BCE per rialzi aggressivi dei tassi, sostenendo l’euro e migliorando il sentiment verso la valuta unica.

3. Come influenzano i rendimenti obbligazionari il cambio EUR/USD? Rendimenti più bassi negli USA riducono il vantaggio del dollaro in termini di rendimento, rendendo l’euro più attraente per gli investitori.

4. Quali sono le previsioni degli analisti per EUR/USD nel resto del 2026? UBS prevede un rafforzamento del dollaro con EUR/USD a 1,12 a fine anno, mentre Nordea si aspetta un recupero dell’euro fino a 1,16 entro fine 2026 e 1,21 nel 2027.

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Il cambio EUR/USD rimane in bilico, con segnali contrastanti che richiedono un’attenta lettura dei dati macro e delle mosse delle banche centrali. Il prossimo trimestre sarà decisivo per capire se il recente rimbalzo sarà sostenibile o solo una pausa prima di una nuova fase di debolezza. Per aggiornamenti tempestivi e analisi dettagliate, seguire le evoluzioni sul mercato forex e considerare strumenti di trading affidabili come quelli offerti da eToro può fare la differenza nelle strategie di investimento.

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