EUR/USD in rialzo a 1,1535: Eurozona sorprende con dati robusti, dollaro indebolito dopo Fed
EUR/USD in rialzo a 1,1535: un segnale di forza per l’euro e debolezza per il dollaro
Il cambio EUR/USD ha chiuso il 3 agosto 2026 a 1,1535, registrando un rialzo dello 0,44% rispetto alla chiusura precedente. Questo movimento riflette un mix di fattori macroeconomici che hanno rafforzato la valuta europea e indebolito il dollaro statunitense. L’attenzione degli investitori si è concentrata sui dati economici pubblicati in Eurozona e sulle decisioni della Federal Reserve, che hanno creato una nuova narrativa per il cambio più seguito sui mercati forex.
Dati Eurozona: crescita e inflazione sorprendono al rialzo
Il motore principale del rafforzamento dell’euro è stato il rilascio dei dati macroeconomici europei. Eurostat ha comunicato che il PIL del secondo trimestre 2026 è cresciuto dello 0,4%, superando nettamente le attese degli analisti. Si tratta del miglior risultato per l’Eurozona da inizio 2025, segnale di una ripresa economica più solida e resistente alle incertezze globali.
Parallelamente, l’inflazione misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) di luglio ha accelerato al 2,9% su base annua, un dato che indica una pressione inflazionistica ancora presente ma contenuta. Questo ha rafforzato le aspettative di un possibile rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea (BCE) nella riunione di settembre, in un contesto in cui la BCE cerca di bilanciare crescita e inflazione.
Fed più cauta, dollaro sotto pressione
Sul fronte opposto, il dollaro ha mostrato segni di debolezza dopo la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 28-29 luglio, in cui la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati. Nonostante tre membri del comitato avessero votato per un rialzo, il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha sottolineato la priorità delle riforme istituzionali rispetto a un approccio aggressivo sui tassi. Questo ha spiazzato i mercati, riducendo le probabilità di un aumento dei tassi a settembre dal precedente 80% al 64%.
Inoltre, i dati sull’inflazione USA hanno mostrato un rallentamento: l’indice dei prezzi per le spese di consumo personale (PCE) è salito del 3,7% su base annua a giugno, in calo rispetto al 4,1% di maggio. Questo ha ulteriormente indebolito il dollaro, alimentando la narrativa di una Fed meno incline a stringere la politica monetaria nel breve termine.
Contesto geopolitico e mercati finanziari
Il quadro macro si è arricchito di fattori geopolitici che hanno influito sul sentiment degli investitori. Il presidente Donald Trump ha sospeso gli attacchi pianificati contro l’Iran, contribuendo a un clima di maggiore stabilità nel Medio Oriente. Questo ha portato a un calo dei prezzi del petrolio, alleviando le pressioni inflazionistiche globali e migliorando l’umore sui mercati finanziari.
La curva dei rendimenti del Tesoro USA si è inoltre inclinata, segnalando una minore fiducia nella politica monetaria americana dopo la riunione Fed di fine luglio. Secondo Philip Wee, economista di DBS Group Research, il dollaro appare vulnerabile in agosto a causa di una Fed riluttante e di interventi coordinati tra Stati Uniti e Giappone sul cambio USD/JPY.
Prospettive e rischi per EUR/USD
Nonostante il recente slancio, il cambio EUR/USD deve fare i conti con alcune resistenze tecniche e posizioni speculative che potrebbero limitare ulteriori guadagni. Bank of America ha segnalato in un report del 3 agosto 2026 la possibilità di un ritracciamento verso 1,12 nel breve termine, ipotizzando che la Fed possa dover rialzare i tassi per mantenere la propria credibilità.
Nei prossimi giorni, i dati chiave da monitorare saranno l’indice ISM manifatturiero USA in uscita oggi e il report sull’occupazione previsto per il 7 agosto. Questi indicatori, insieme ai commenti futuri dei membri Fed, saranno determinanti per capire se il dollaro potrà recuperare terreno o se l’euro continuerà a beneficiare di un contesto più favorevole.
Tabella riepilogativa: principali coppie forex e variazioni recenti
| Coppia | Prezzo (Bid/Ask) | Variazione % (ultimi 3 giorni) | Segnale |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1535 / 1,1535 | +0,44% | Rialzo moderato |
| GBP/USD | 1,3470 / 1,3470 | +0,37% | Leggero rialzo |
| USD/JPY | 156,68 / 156,68 | -2,22% | Forte calo |
| USD/CAD | 1,4028 / 1,4028 | -0,09% | Stabile |
| AUD/USD | 0,70066 / 0,70066 | -0,16% | Leggero calo |
Come sfruttare le opportunità sul forex
Per chi opera sul mercato forex, il contesto attuale offre spunti interessanti ma richiede attenzione ai segnali macro e tecnici. La volatilità attesa nei prossimi giorni, legata ai dati economici USA e alle mosse delle banche centrali, può creare occasioni di trading sia sul rialzo dell’euro che su eventuali ritracciamenti.
Confrontare le piattaforme di trading e i costi di accesso è fondamentale per ottimizzare le strategie. Broker come eToro offrono condizioni competitive e strumenti avanzati per seguire il cambio EUR/USD in tempo reale.
FAQ
- Quali sono i principali fattori che hanno spinto l’EUR/USD a 1,1535?
- Il rialzo è stato guidato da dati economici europei più forti del previsto, con una crescita del PIL del 0,4% nel secondo trimestre e un’inflazione HICP al 2,9%, insieme a una debolezza del dollaro dopo la decisione della Fed di mantenere i tassi invariati.
- Perché il dollaro si è indebolito nonostante la Fed non abbia tagliato i tassi?
- La Fed ha mostrato una posizione più cauta e meno aggressiva sul rialzo dei tassi, con tre membri che avrebbero preferito un aumento. Inoltre, i dati inflazionistici USA più deboli e un contesto geopolitico più tranquillo hanno ridotto la domanda di dollari come bene rifugio.
- Quali sono i rischi per l’ulteriore apprezzamento dell’euro?
- La resistenza tecnica intorno a 1,1550 e le posizioni speculative corte potrebbero limitare i guadagni. Inoltre, se i dati economici USA dovessero sorprendere al rialzo o la Fed tornasse più aggressiva, il dollaro potrebbe rafforzarsi.
- Quali eventi monitorare per capire la direzione futura del cambio?
- I dati ISM manifatturiero e il report sull’occupazione USA, entrambi in uscita questa settimana, saranno fondamentali. Anche i commenti della Fed e le decisioni della BCE nelle prossime settimane influenzeranno il trend.
Conclusione: attenzione ai prossimi dati e alle mosse delle banche centrali
Il rialzo dell’EUR/USD a 1,1535 riflette un momento di forza relativa dell’euro, sostenuto da dati macro positivi e da una Fed più prudente. Tuttavia, la situazione resta fluida e sensibile a nuovi sviluppi economici e politici. Il prossimo appuntamento chiave sarà l’uscita dei dati ISM e del report sull’occupazione USA, che potrebbero ridefinire le aspettative di politica monetaria e spostare nuovamente gli equilibri sul forex.
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