EUR/USD in lieve rialzo: il dollaro frena dopo dati occupazionali deludenti e segnali positivi dall’Eurozona
Il cambio EUR/USD ha registrato un rialzo modesto ma significativo dello 0,1577% il 7 luglio 2026, chiudendo a 1,1433. Questo movimento riflette un equilibrio delicato tra dati macroeconomici contrastanti provenienti dagli Stati Uniti e dall’Eurozona, oltre a segnali di politica monetaria ancora incerti.
Sul fronte statunitense, il rapporto sull’occupazione di giugno ha deluso le aspettative: i nuovi posti di lavoro non agricoli sono stati 57.000 contro una previsione media di 100.000, secondo i dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics (BLS). Inoltre, l’indice PMI dei servizi è sceso a 54,0 da 54,5 di maggio, indicando un rallentamento moderato dell’attività nel settore terziario. Questi dati più deboli hanno ridotto le aspettative di un rialzo aggressivo dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine.
Tuttavia, la Federal Reserve, guidata dal presidente Kevin Warsh, mantiene una posizione restrittiva, confermando un orientamento "higher-for-longer" sui tassi d’interesse. La revisione al rialzo della proiezione sull’inflazione PCE per il 2026, ora al 3,6% rispetto al 2,7% precedente, sottolinea la volontà di contrastare pressioni inflazionistiche persistenti. Di conseguenza, il mercato prezza solo una probabilità del 25-30% di un aumento dei tassi nel meeting del 29 luglio, con un rialzo più probabile a settembre.
Dall’altra parte dell’Atlantico, l’Eurozona mostra segnali di miglioramento. L’indice di fiducia degli investitori Sentix è salito da -13,4 a -3,1 a luglio, segno di un clima più favorevole per gli investimenti. La produzione industriale tedesca, uno dei principali motori dell’economia europea, è cresciuta dello 0,9% su base mensile a maggio, mentre la produzione dei servizi nell’area euro è aumentata dello 0,7% ad aprile 2026 rispetto a marzo, secondo Eurostat. Questi dati supportano una visione più ottimistica sull’economia europea, anche se le aspettative di ulteriori strette monetarie da parte della BCE si sono ridotte.
La Banca Centrale Europea mantiene il tasso sui depositi al 2,25%, con il mercato che attribuisce una probabilità del 96% che non venga modificato nel meeting del 22 luglio. L’inflazione nell’Eurozona è rimasta sotto le attese, e le tensioni geopolitiche si sono attenuate, riducendo la pressione su un ulteriore inasprimento.
Un ulteriore elemento da considerare è l’aumento del prezzo del petrolio, salito sopra i 73 dollari al barile a causa di attacchi nello Stretto di Hormuz. Questo fattore alimenta le preoccupazioni inflazionistiche globali e potrebbe influenzare le decisioni delle banche centrali, soprattutto della Fed, che già mostra una curva dei rendimenti appiattita con tassi a breve termine in aumento e quelli a lungo termine in calo.
Nel complesso, il modesto guadagno del EUR/USD riflette un mercato che valuta con attenzione i segnali contrastanti: da un lato, la debolezza dei dati USA e il miglioramento europeo; dall’altro, la politica monetaria ancora restrittiva della Fed e le incertezze geopolitiche.
Alcuni analisti, come quelli di Goldman Sachs, hanno rivisto al ribasso le previsioni sul cambio, aspettandosi un EUR/USD a 1,12 nel medio termine, citando un "ambiente di dollaro diviso" in cui una debolezza sostenuta del dollaro appare improbabile. L’analisi tecnica del 8 luglio evidenzia inoltre una rottura al ribasso del canale correttivo rialzista, rafforzando la pressione venditrice.
Al contrario, MUFG si mostra più ottimista, prevedendo un possibile rally del cambio nella seconda metà del 2026, con un ritorno verso la fascia 1,14-1,18, basandosi su un possibile rallentamento degli aumenti dei tassi Fed e un nuovo rialzo BCE a settembre, supportato da una ripresa economica europea.
Per gli investitori e i trader, il contesto resta complesso e richiede attenzione ai dati macro in arrivo e alle mosse delle banche centrali. La volatilità potrebbe aumentare in vista dei prossimi appuntamenti, in particolare il meeting BCE del 22 luglio e il report sull’occupazione USA di luglio.
Ecco una tabella riepilogativa dei principali dati e movimenti recenti sul mercato forex:
| Coppia | Prezzo (7 luglio 2026) | Variazione % (7 luglio vs 6 luglio) | Segnale |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1433 | +0,1577% | Modesto rialzo, supporto dati Eurozona |
| GBP/USD | 1,3386 | +0,3072% | Rialzo più marcato, ottimismo UK |
| USD/JPY | 161,89 | -0,2772% | Debolezza dollaro contro yen |
| AUD/USD | 0,6948 | +0,199% | Leggero rafforzamento AUD |
| USD/CAD | 1,4218 | -0,0352% | Stabilità relativa |
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In conclusione, il cambio EUR/USD si muove in un contesto di incertezza e dati contrastanti. La chiave per i prossimi giorni sarà monitorare l’evoluzione dei dati macroeconomici e le indicazioni delle banche centrali, in particolare la Fed e la BCE, che guideranno la direzione del mercato valutario.
FAQ
1. Perché il cambio EUR/USD è salito nonostante la Fed mantenga una politica restrittiva? Il rialzo è stato guidato da dati sull’occupazione USA più deboli del previsto e da segnali positivi dall’Eurozona, che hanno ridotto le aspettative di rialzi aggressivi dei tassi Fed nel breve termine.
2. Quali dati europei hanno supportato l’Euro? L’aumento della fiducia degli investitori Sentix, la crescita della produzione industriale tedesca e l’espansione della produzione dei servizi nell’area euro hanno contribuito a rafforzare l’Euro.
3. Come influisce il prezzo del petrolio sul cambio EUR/USD? Il rialzo del petrolio sopra i 73 dollari al barile alimenta le preoccupazioni inflazionistiche, che possono spingere la Fed a mantenere tassi elevati, sostenendo il dollaro, ma al contempo generano incertezza sui mercati.
4. Cosa aspettarsi dai prossimi incontri delle banche centrali? La BCE probabilmente manterrà i tassi stabili il 22 luglio, mentre la Fed potrebbe attendere fino a settembre per un nuovo rialzo, a seconda dei dati economici in arrivo.
Il mercato forex resta dunque in attesa di nuovi segnali per definire la direzione del cambio EUR/USD nelle prossime settimane.
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