EUR/USD in lieve rialzo dopo il CPI USA
Sintesi: il CPI USA rallenta, l’euro guadagna terreno
Il cambio EUR/USD ha registrato un modesto rialzo a 1,1545 il 12 agosto 2026, spinto da un report sull’inflazione americana che ha mostrato un rallentamento più marcato del previsto. Il Consumer Price Index (CPI) di luglio negli Stati Uniti è cresciuto dello 0,1% su base mensile e del 3,4% su base annua, mentre il core CPI, che esclude alimentari ed energia, è salito dello 0,2% mensile e del 2,5% annuo. Questi dati sono risultati in linea con le attese degli economisti, ma hanno comunque contribuito a ridurre le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel breve termine.
Parallelamente, l’inflazione in Germania ha mostrato un’accelerazione a luglio, con un tasso annuo al 2,8% rispetto al 2,3% di giugno e un aumento mensile dello 0,8%. Questo ha rafforzato la convinzione degli operatori che la BCE manterrà una politica monetaria restrittiva, con un’alta probabilità (85%) di un nuovo rialzo dei tassi a settembre. La divergenza nelle attese di politica monetaria tra Fed e BCE ha sostenuto la forza dell’euro contro il dollaro.
Perché il CPI USA ha sorpreso in modo contenuto
Il report CPI pubblicato il 12 agosto ha confermato un’inflazione americana in rallentamento, ma non in modo drastico. L’aumento dello 0,1% mensile del CPI headline e dello 0,2% del core CPI suggerisce che l’inflazione non è esplosa, ma resta presente. Questo ha portato i mercati a rivedere al ribasso le probabilità di un rialzo Fed imminente, con JPMorgan che ha dichiarato di aspettarsi che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati, citando la natura non persistente dell’inflazione come motivo principale.
Ross Mayfield, analista di Baird, ha sottolineato che la debolezza del core inflation e la limitata pressione salariale rappresentano la base per una pausa nella stretta monetaria americana. Tuttavia, nonostante il raffreddamento dell'inflazione complessiva, le pressioni inflazionistiche sottostanti, in particolare nei servizi esclusi i costi energetici, hanno continuato a crescere, con un aumento dello 0,2% su base mensile e del 3,0% su base annua. Questo suggerisce che l'inflazione potrebbe rimanere più persistente di quanto sperato.
L’inflazione tedesca e la BCE: un quadro più aggressivo
Mentre negli USA l’inflazione rallenta, in Germania i dati di luglio hanno mostrato un’accelerazione, con un aumento annuo del 2,8% e mensile dello 0,8%. Questo ha alimentato le aspettative di un nuovo intervento restrittivo da parte della BCE, che già gode di un’alta probabilità (85%) di rialzo dei tassi a settembre secondo i mercati monetari.
La crescita economica dell’Eurozona nel secondo trimestre, pari a +0,3%, ha superato le attese, nonostante una lieve contrazione dello 0,1% in Germania. Questo supporta la posizione della BCE che, pur mantenendo una politica restrittiva, non rischia di frenare troppo l’economia europea.
Il mercato valuta interpreta la divergenza politica
La combinazione di un rallentamento dell’inflazione USA e di un’accelerazione in Germania ha spinto i trader a scommettere su una Fed più cauta e una BCE più aggressiva. Questo ha portato a un rafforzamento dell’euro contro il dollaro, con EUR/USD che ha guadagnato lo 0,0433% passando da 1,1540 a 1,1545 il 12 agosto.
Altri cross valutari mostrano movimenti simili: GBP/USD è salito a 1,3525 (+0,1852%), mentre USD/JPY e USD/CAD hanno registrato lievi cali. L’AUD/USD ha guadagnato terreno a 0,70711 (+0,0977%), suggerendo un certo ottimismo globale verso valute diverse dal dollaro.
Le opinioni degli esperti e i rischi sul futuro
Nonostante il sentiment positivo sull’euro e la pausa attesa dalla Fed, alcuni funzionari della Federal Reserve mantengono un atteggiamento prudente. Beth Hammack, presidente della Fed di Cleveland, aveva avvertito l'11 agosto 2026 che “i tassi attuali potrebbero non essere sufficientemente restrittivi” e che “potrebbero essere ancora necessari molteplici rialzi” per controllare l’inflazione.
Inoltre, anche dopo il report CPI, i trader continuavano a prezzare una probabilità superiore a un terzo di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre e rimanevano convinti che la Fed avrebbe dovuto aumentare i tassi entro la fine del 2026 per riportare l'inflazione al suo obiettivo.
Tabella riepilogativa: snapshot FX e movimenti del 12 agosto 2026
| Coppia | Prezzo | Variazione % | Fonte |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1545 | +0,0433% | frankfurter_mid |
| GBP/USD | 1,3525 | +0,1852% | frankfurter_daily |
| USD/JPY | 159,09 | -0,0691% | frankfurter_daily |
| USD/CAD | 1,3926 | -0,0861% | frankfurter_daily |
| AUD/USD | 0,70711 | +0,0977% | frankfurter_daily |
Cosa monitorare nelle prossime settimane
Il focus del mercato rimane sul prossimo meeting della BCE a settembre, che potrebbe confermare o meno il rialzo dei tassi atteso. Parallelamente, i dati sull’inflazione USA, in particolare il CPI di agosto e le letture sul mercato del lavoro, saranno fondamentali per capire se la Federal Reserve manterrà la sua pausa o riprenderà la stretta.
Gli investitori dovranno anche tenere d’occhio le dichiarazioni dei membri Fed e BCE, in particolare se emergessero segnali più chiari sulla direzione futura dei tassi.
Broker e accesso al mercato
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FAQ
Qual è stato il principale fattore che ha spinto EUR/USD al rialzo il 12 agosto 2026?
Il rallentamento dell’inflazione USA nel report CPI di luglio ha ridotto le aspettative di nuovi rialzi Fed, mentre i dati tedeschi più forti hanno rafforzato le attese di un rialzo BCE, creando una divergenza favorevole all’euro.
Perché la Federal Reserve potrebbe non aumentare i tassi a breve?
Secondo JPMorgan e altri analisti, l’inflazione USA appare meno persistente, con pressioni salariali contenute, il che giustifica una pausa della Fed per valutare meglio l’impatto della politica monetaria.
Quali rischi potrebbero far cambiare scenario per EUR/USD?
Pressioni inflazionistiche sottostanti negli USA, dichiarazioni più aggressive della Fed o dati economici europei più deboli potrebbero invertire la tendenza, influenzando negativamente l’euro.
Come si posiziona il mercato in vista del meeting BCE di settembre?
I mercati prezzano circa l’85% di probabilità di un rialzo dei tassi da parte della BCE, riflettendo la volontà della banca centrale di mantenere una politica restrittiva per contenere l’inflazione.
Conclusione
Il cambio EUR/USD si trova in una fase di consolidamento con una leggera spinta al rialzo, guidata dalla divergenza tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella della BCE. Il rallentamento dell’inflazione USA ha ridotto le aspettative di rialzi Fed, mentre la BCE appare pronta a mantenere la stretta. Gli investitori dovranno seguire con attenzione i prossimi dati economici e le decisioni delle banche centrali per valutare la direzione futura del cambio. Per chi opera sul forex, scegliere un broker affidabile come eToro può facilitare l’accesso e la gestione delle posizioni sul mercato valutario.
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