EUR/USD in lieve calo: il dollaro si rafforza tra tensioni geopolitiche e pressioni inflazionistiche
Il contesto del calo dell’EUR/USD
Il cambio EUR/USD ha mostrato un leggero calo nella seduta del 13 luglio 2026, cedendo lo 0,0525% e chiudendo a 1,1424. Questo movimento, seppur contenuto, riflette un quadro di mercato dominato da un dollaro americano più forte, spinto da fattori geopolitici e da indicazioni di politica monetaria più restrittiva negli Stati Uniti.
Il dollaro si rafforza tra tensioni in Medio Oriente e Fed hawkish
La settimana è stata segnata da un’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Gli attacchi militari statunitensi e la successiva dichiarazione iraniana di chiusura dello Stretto di Hormuz, una via cruciale per il transito del petrolio, hanno spinto gli investitori verso asset rifugio, rafforzando il dollaro. Il Brent ha toccato i 79,9 dollari al barile, avvicinandosi alla soglia degli 80 dollari, un livello che alimenta ulteriormente le pressioni inflazionistiche globali.
Parallelamente, il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha ribadito la possibilità di nuovi rialzi dei tassi «nel breve termine» qualora l’inflazione dovesse mantenersi sopra il target del 2%. Waller ha sottolineato come il ritmo dell’inflazione core rimanga elevato, alimentando le aspettative di una Fed ancora aggressiva. Tuttavia, ha anche riconosciuto che esiste un caso credibile per un ritorno dell’inflazione al target con le attuali politiche, dato un mercato del lavoro meno teso e aspettative di inflazione ancorate.
Le ripercussioni sull’euro e la situazione europea
Il rafforzamento del dollaro ha esercitato pressione sull’euro, che ha risentito anche delle prospettive economiche più deboli nell’Eurozona. Gli economisti hanno rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2026, ora attese allo 0,5%, mentre l’inflazione è prevista al 2,8%, un livello superiore al target della BCE, complici anche gli effetti indiretti della crisi di Hormuz sui prezzi dell’energia.
La Banca Centrale Europea ha già alzato i tassi a metà giugno e il mercato prezza un ulteriore rialzo di 25 punti base entro settembre. Questo scenario di politica monetaria più restrittiva in Europa non è però sufficiente a contrastare la forza del dollaro, soprattutto in un contesto di avversione al rischio globale e aumento dei rendimenti sovrani.
Rendimenti sovrani e impatto sui mercati
Il clima di rischio ha spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari: il Treasury USA a 10 anni si è attestato intorno al 4,62%, mentre il Bund tedesco a 10 anni ha raggiunto il 3,09%. Questi livelli riflettono la combinazione di aspettative di tassi più alti e domanda di asset sicuri, con un impatto diretto sul cambio EUR/USD.
Il quadro tecnico e le prospettive per i trader
Dal punto di vista tecnico, il cambio si muove in un range ristretto, con la resistenza chiave intorno a 1,15 e il supporto a 1,14. La volatilità potrebbe aumentare nei prossimi giorni, in particolare in vista dei dati sull’inflazione USA attesi oggi, 14 luglio 2026. Un CPI più debole del previsto potrebbe indebolire il dollaro e favorire un rimbalzo dell’euro, mentre dati più forti confermerebbero la pressione sul cross.
Gli investitori dovrebbero monitorare anche le mosse della BCE e gli sviluppi geopolitici, che restano fattori chiave per la direzione del cambio. Il contesto rimane incerto e soggetto a rapide variazioni, con un mercato che premia la cautela.
Tabella riepilogativa: snapshot EUR/USD e principali cross
| Coppia | Prezzo | Variazione % (settimanale) | Segnale |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1424 | -0,0525% | Debole |
| GBP/USD | 1,3388 | -0,2607% | Debole |
| USD/JPY | 162,14 | +0,1668% | Forte |
| USD/CAD | 1,4135 | -0,1272% | Debole |
| AUD/USD | 0,6943 | -0,095% | Debole |
Confronto tra broker per il trading sul Forex
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FAQ
- Perché il dollaro si è rafforzato contro l’euro questa settimana?
- Il dollaro ha guadagnato terreno principalmente a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno spinto gli investitori verso asset rifugio, e dalle indicazioni hawkish della Federal Reserve su possibili nuovi rialzi dei tassi.
- Qual è l’impatto delle tensioni nel Golfo sul cambio EUR/USD?
- Le tensioni, in particolare l’annuncio iraniano di chiusura dello Stretto di Hormuz, hanno fatto salire i prezzi del petrolio e aumentato l’avversione al rischio, rafforzando il dollaro e mettendo pressione sull’euro.
- Cosa aspettarsi dai dati CPI USA in arrivo oggi?
- I dati sull’inflazione USA sono attesi con grande attenzione: un risultato più debole potrebbe rallentare le aspettative di rialzi Fed e indebolire il dollaro, mentre un dato più forte confermerebbe la politica monetaria restrittiva e sosterrà il biglietto verde.
- Come si posiziona la BCE rispetto alla Fed in questo contesto?
- La BCE ha già aumentato i tassi a giugno e prevede un ulteriore rialzo a settembre, ma la crescita più debole e l’inflazione ancora sopra il target complicano il quadro, rendendo l’euro vulnerabile al rafforzamento del dollaro.
Prossimo punto di attenzione
Il mercato guarderà con particolare interesse ai dati CPI USA pubblicati oggi, 14 luglio 2026. L’esito di questo dato sarà determinante per definire la direzione del cambio EUR/USD nelle prossime settimane, influenzando le aspettative sulle mosse future della Federal Reserve e la propensione al rischio globale.
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