EUR/USD in calo modesto: il rafforzamento del dollaro spinge la coppia sotto 1,14
Il cambio EUR/USD ha chiuso la seduta del 28 luglio 2026 a 1,1367, segnando una flessione dello 0,1932% rispetto al giorno precedente. Questa modesta discesa è stata principalmente guidata da un rafforzamento del dollaro americano, alimentato dalle crescenti speculazioni di mercato riguardo a un potenziale rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve durante la sua riunione di politica monetaria del 28-29 luglio 2026, in un contesto di forte attesa per le decisioni della banca centrale.
Secondo i dati del CME FedWatch, le aspettative di un aumento di 25 punti base dei tassi Fed per questa riunione sono salite al 36,3% il 28 luglio, rispetto al 16% di una settimana fa. Inoltre, il mercato prezza ora un’81% di probabilità di un rialzo a settembre. Questo marcato cambio di sentiment, che vede il dollaro come un rifugio più sicuro in un contesto di potenziali strette monetarie più aggressive, ha spinto gli investitori a preferire la valuta statunitense.
Sul fronte europeo, la situazione è stata più cauta. La Banca Centrale Europea (BCE), nel suo ultimo comunicato del 23 luglio 2026, ha mantenuto i tassi invariati e ha ribadito un approccio data-dipendente, senza fornire indicazioni chiare su ulteriori aumenti nel breve termine. Questa posizione cauta e la mancanza di un impegno più deciso per un inasprimento monetario hanno profondamente deluso i mercati, che si attendevano segnali più decisi per contrastare l’inflazione ancora persistente nell’Eurozona, contribuendo all'indebolimento dell'Euro.
I rendimenti dei titoli di Stato europei sono rimasti vicini ai massimi pluriennali il 28 luglio 2026, sostenuti dalle persistenti preoccupazioni sull’inflazione e da un orientamento ancora hawkish della BCE. Nonostante un modesto calo iniziale dei rendimenti, in parte dovuto al ribasso dei prezzi del petrolio, il Brent è tornato a salire il 29 luglio, con un aumento significativo del 3,5% a 87 dollari al barile. Questo improvviso balzo ha immediatamente riacceso le preoccupazioni inflazionistiche, mettendo ulteriore pressione sulla BCE per una revisione della sua politica e spingendo i rendimenti europei leggermente al rialzo.
Il contesto macroeconomico statunitense ha mostrato segnali contrastanti. L’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 90,8 a luglio 2026, da 92,2 di giugno 2026, penalizzato dall’aumento dei prezzi del carburante e dalle tensioni geopolitiche legate al conflitto USA-Iran. Nonostante ciò, i rendimenti dei Treasury a 10 anni sono rimasti relativamente stabili, con un lieve calo a 4,604% il 28 luglio, seguito da un piccolo rialzo a 4,62% il 29 luglio. Questi dati, sebbene non univoci, dipingono un quadro di incertezza economica che influenza le decisioni della Fed.
Questo mix di fattori ha mantenuto il dollaro in una posizione di forza relativa rispetto all’Euro, spingendo il cambio EUR/USD sotto la soglia di 1,14. Per gli investitori, questo significa un aumento del costo in dollari per acquistare Euro, con implicazioni per le aziende esportatrici europee e per i portafogli internazionali esposti alla valuta unica. Per gli esportatori europei, un Euro più debole può rappresentare un vantaggio competitivo sui mercati internazionali, ma al contempo aumenta il costo delle materie prime e dell’energia, già sotto pressione per l’aumento del prezzo del petrolio.
Alcuni analisti, come Joseph Egelhof e Guneet Dhingra di BNP Paribas Securities, hanno sottolineato che nonostante le aspettative di un rialzo Fed in aumento, la banca centrale americana potrebbe decidere di mantenere i tassi invariati in questa riunione del 28-29 luglio 2026 per evitare di destabilizzare i mercati e attendere dati economici più chiari. D’altra parte, gli strategisti di HSBC hanno evidenziato come il sostegno dell’Euro da rendimenti più elevati sia fragile, e senza un impegno più netto della BCE, il cambio potrebbe subire ulteriori pressioni al ribasso, con gli investitori che si concentrano sui rischi di crescita e sui termini di scambio.
Le tensioni geopolitiche e la volatilità dei prezzi del petrolio restano fattori di rischio importanti. Il recente aumento del Brent potrebbe alimentare nuove preoccupazioni sull’inflazione, spingendo le banche centrali a rivedere le proprie strategie. Per ora, il mercato attende con attenzione il comunicato finale della Fed e la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh, che si terrà oggi, 29 luglio 2026, per avere indicazioni più precise sulla direzione futura della politica monetaria americana.
Tabella riepilogativa EUR/USD e principali movimenti Forex
| Coppia | Prezzo (Bid/Ask) | Variazione % (28 luglio) | Segnale |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1367 / 1,1367 | -0,1932% | Dollaro più forte, Euro debole |
| GBP/USD | 1,3287 / 1,3287 | -0,2253% | Simile a EUR/USD, pressione sul GBP |
| USD/JPY | 163,91 / 163,91 | +0,165% | Dollaro in rafforzamento |
| USDCAD | 1,4108 / 1,4108 | +0,0213% | Stabilità relativa |
| AUD/USD | 0,69685 / 0,69685 | -0,4443% | Debolezza AUD |
Cosa significa per gli investitori?
Il calo del cambio EUR/USD sotto 1,14 indica un rafforzamento del dollaro, che può tradursi in costi più elevati per importazioni europee e un minor potere d’acquisto per chi detiene Euro rispetto al dollaro. Per gli esportatori europei, un Euro più debole può rappresentare un vantaggio competitivo sui mercati internazionali, ma al contempo aumenta il costo delle materie prime e dell’energia, già sotto pressione per l’aumento del prezzo del petrolio.
Gli investitori devono monitorare con attenzione la riunione Fed e la conferenza stampa di Kevin Warsh, che potrebbero fornire indicazioni decisive sulla direzione dei tassi USA e quindi sull’ulteriore evoluzione del cambio. Inoltre, la BCE potrebbe tornare a intervenire se l’inflazione europea dovesse riprendere vigore, modificando il quadro tecnico e fondamentale del cambio.
Per chi opera nel forex, la volatilità attesa nelle prossime ore potrebbe offrire opportunità di trading, ma anche rischi elevati. È consigliabile valutare attentamente la propria esposizione e considerare broker affidabili con piattaforme efficienti e costi competitivi, come eToro, per gestire al meglio l’accesso ai mercati.
FAQ specifiche su EUR/USD e scenario attuale
1. Perché il dollaro si è rafforzato contro l’Euro il 28 luglio 2026?
Il rafforzamento del dollaro è stato guidato dall’aumento delle aspettative di un rialzo dei tassi Fed nella riunione del 28-29 luglio, con probabilità salite al 36,3% per un aumento di 25 punti base. Questo ha spinto gli investitori a preferire il dollaro come valuta rifugio.
2. Qual è stata la reazione della BCE e come ha influenzato l’Euro?
La BCE ha mantenuto i tassi invariati e un approccio prudente e data-dipendente, senza indicare rialzi imminenti. Questo atteggiamento ha deluso i mercati, indebolendo l’Euro rispetto al dollaro.
3. Come influiscono le tensioni geopolitiche e i prezzi del petrolio sul cambio EUR/USD?
Le tensioni USA-Iran e la volatilità del prezzo del petrolio influenzano l’inflazione e i rendimenti obbligazionari, creando incertezza sui mercati. L’aumento del Brent il 29 luglio ha spinto i rendimenti europei al rialzo, complicando il quadro per l’Euro.
4. Cosa aspettarsi dalla conferenza stampa del presidente Fed Kevin Warsh?
La conferenza stampa di Warsh è attesa come un momento chiave per chiarire le intenzioni della Fed sulla politica monetaria futura. Qualsiasi segnale più hawkish o dovish potrebbe influenzare significativamente il cambio EUR/USD.
Prossimo punto di attenzione
Il mercato resta concentrato sulla conclusione della riunione Fed oggi, 29 luglio 2026, e sulla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh. Le indicazioni che emergeranno potrebbero determinare la direzione del cambio EUR/USD nelle prossime settimane, soprattutto in relazione alle aspettative di nuovi rialzi dei tassi e all’evoluzione dell’inflazione globale.
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