EUR/USD ai minimi: la Fed spinge il dollaro mentre l’Europa rallenta
Il rally del dollaro Usa non accenna a rallentare, mettendo sotto pressione le valute principali come l’euro e lo yen. Questa settimana, conclusa il 25 settembre 2026, il biglietto verde ha guadagnato terreno spinto da una combinazione di dati economici robusti e da una Federal Reserve sempre più decisa a proseguire il ciclo di rialzi dei tassi d’interesse.
EUR/USD scende mentre il dollaro accelera grazie alla Fed
L’EUR/USD ha registrato un calo significativo, scendendo a 1,1367 il 24 settembre, con una perdita giornaliera dello 0,39%. Questo movimento riflette il crescente divario tra le politiche monetarie statunitense ed europea. Mentre la Fed ha alzato i tassi al 3,75%-4,0% a metà settembre e il mercato prezza ora una probabilità del 67,5% di un ulteriore rialzo a ottobre, la Banca Centrale Europea ha mostrato un approccio più cauto. Il rialzo di 25 punti base del 10 settembre e le dichiarazioni del capo economista Philip Lane, che ha minimizzato l’impatto delle pressioni salariali, hanno ridotto le aspettative di un ciclo aggressivo di strette in Europa.
Fed hawkish e dati Usa sorprendenti alimentano il dollaro
Il motore principale del rafforzamento del dollaro è stato il rapporto flash PMI di settembre, che ha mostrato un’espansione dell’attività economica Usa al ritmo più rapido degli ultimi cinque anni, con un indice composito a 58,4. Questi dati hanno rafforzato la convinzione degli operatori che la Fed continuerà a stringere la politica monetaria. John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, ha ribadito il 24 settembre che "un ulteriore rialzo dei tassi potrebbe essere appropriato entro fine anno".
In parallelo, l’asta dei Treasury a cinque anni ha registrato risultati deludenti, spingendo i rendimenti più in alto e sostenendo ulteriormente il dollaro.
Yen e altre valute soffrono la forza del dollaro
Anche il mercato del yen ha risentito della forza del dollaro. Nonostante la Bank of Japan abbia aumentato il tasso di interesse di 25 punti base al 1,25% il 18 settembre, lo yen si è indebolito, con USD/JPY che ha superato quota 157,50. Questo indica che il differenziale di rendimento e la percezione hawkish della Fed prevalgono sulle mosse della BoJ.
Altre valute come il dollaro australiano hanno subito perdite più marcate, con AUD/USD in calo dello 0,58% il 24 settembre, riflettendo la pressione globale sul rischio e la preferenza per il dollaro.
Rischi e limiti al rally del dollaro
Nonostante la forza attuale, alcuni analisti mettono in guardia da possibili limiti al rally del dollaro. Khoon Goh di ANZ ha evidenziato preoccupazioni persistenti sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti e sull’imprevedibilità delle politiche americane, fattori che potrebbero frenare ulteriori guadagni. Inoltre, il mercato potrebbe aver già prezzato in larga misura l’inasprimento della Fed, rendendo illogico un ulteriore rally senza nuove sorprese.
Un altro elemento da monitorare è l’andamento dei prezzi energetici, che in calo potrebbero ridurre le pressioni inflazionistiche e, di conseguenza, le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi.
Settimana decisiva: dati lavoro Usa e decisione tassi RBA
La settimana che inizia il 28 settembre sarà cruciale per valutare la tenuta del dollaro. Martedì 29 settembre la Reserve Bank of Australia dovrebbe annunciare un aumento dei tassi di 25 punti base, un evento che potrebbe influenzare il sentiment sul dollaro australiano e più in generale sul rischio.
Mercoledì 30 settembre e venerdì 2 ottobre sono attesi i dati sul mercato del lavoro Usa di settembre, con il report ADP e i dati ufficiali rispettivamente. Questi indicatori saranno fondamentali per capire se la forza dell’economia americana si conferma, influenzando le aspettative sulla politica Fed.
Infine, venerdì 2 ottobre arriveranno anche i dati sull’inflazione nell’Eurozona, un altro tassello chiave per valutare le mosse future della BCE e l’impatto sull’euro.
Tabella riepilogativa dei movimenti principali
| Valuta | Prezzo (24/09) | Variazione % (24/09) | Evento chiave |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 1,1367 | -0,39% | Fed hawkish, dati PMI Usa |
| USD/JPY | 158,85 | +0,59% | BoJ rialzo tassi, ma yen debole |
| AUD/USD | 0,70266 | -0,58% | Attesa rialzo RBA |
| GBP/USD | 1,322 | -0,42% | Pressione dollaro |
Il bilancio: dollaro in ascesa ma con nodi da sciogliere
La forza del dollaro Usa, alimentata da una Fed decisa e dati economici solidi, sta dominando i mercati valutari, mettendo sotto pressione euro, yen e altre valute. Tuttavia, il rally potrebbe trovare ostacoli legati a rischi fiscali e a un possibile rallentamento dell’inflazione. La prossima settimana sarà cruciale per capire se il dollaro manterrà il suo slancio o se assisteremo a una correzione.
Per chi opera nel forex, monitorare da vicino i dati sul lavoro Usa e la decisione sui tassi della RBA sarà fondamentale per anticipare i prossimi movimenti dell’EUR/USD e delle altre principali coppie.
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Fonti: dati di mercato Frankfurter, dichiarazioni Federal Reserve, analisi ANZ, comunicati BCE e BoJ, report S&P Global PMI, FXEmpire, ScrapMonster.
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Fonti
- US Dollar Price Forecast: Strong U.S. Data Lifts DXY as EUR/USD and GBP/USD Weaken
- Gold, Silver Fall as Dollar and Yields Jump - 2026-9-24 - ScrapMonster
- Dollar set for weekly gains as Treasury yields surge, Fed bets build
- Monetary policy decisions - European Central Bank
- Monetary Policy Update: September 2026 | Enterprise Bank & Trust
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